18 novembre 2018

La Via dell’Argento – Parco Geominerario

By on 8 novembre 2014 0 472 Views

Il Sarrabus appartiene con l’area 7 al Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna per un totale di 575 Km quadrati. La seconda area per estensione dopo il Sulcis Iglesiente.
All’insieme delle miniere che da Burcei arriva a San Vito e Muravera secondo un filone che va da ovest ad est in passato è stato dato il nome di Filone Argentifero del Sarrabus. Questo nonostante sia già stato provato che non tutte le miniere hanno la stessa origine geologica.
Tra il 1860e il 1880 venne pure realizzata una strada ancora oggi parzialmente esistente che collegava tutte le miniere e che consentiva sia il trasporto del materiale che delle persone da Muravera in località Baccu Arrodas a San Vito alla miniere di Monte Narba per poi andare fino alle miniere di Tuviois a Burcei. Ovviamente il percorso era effettuato al contrario per poter caricare i minerali e successivamente trasportarli in nave dal porto o insenatura di Porto Corallo.
I primi lavori minerari vennero effettuati nel 1867 da imprenditori Sardi e Liguri, vennero rilasciate una quindicina di concessioni nella quale si estraeva galena e argentite, ma anche con un tenore che non aveva eguali in Italia l’argento metallo, fino ad arrivare alla quantità del 10% di argento sul materiale estratto.
Sorsero nuclei abitati intorno alle miniere, alloggi per il personale e per gli impiegati, un ospedale, diversi pozzi estrattivi in alcuni casi ancora visibili.

In alcune località vennero realizzate le laverie per trattare il materiale grezzo prima dell’imbarco.


Visualizzazione ingrandita della mappa della via dell’Argento

A San Vito nacque un vero e proprio centro abitato con la chiesa, l’ospedale, lo spaccio e numerosi edifici importanti tra i quali spicca la villa del direttore.
Le miniere più importanti che poi vennero collegate con la strada alternativa alla strada reale sono: Serra e S’Illixi e Tuviois (SINNAI), Nicola Seccis, Tacconis e S’ Arcilloni (BURCEI), Masaloni, Giovanni Bonu, Monte Narba, Pedde’attu e Perdarba (San Vito), Baccu Arrodas (Muravera).
Le miniere argentifere chiusero nei primi del 1900 a causa della nascita delle miniere d’argento nel Sud America, solo Monte Narba rimase aperta come centro agricolo fino agli anni 60.

Oggi gli escursionisti ripercorrono le strade del filone argentifero denominando il percorso la via dell’Argento. Il fascino di questa strada è notevole perchè la prima partesi snoda nei letti dei fiumi Rio Ollastu e Rio Brabaisu, tra pareti di granito e scisto, con una vegetazione intatta di piante di ginepro secolari di macchia mediterranea. Lungo la strada si incontrano i ruderi dei villaggi abbandonati e i resti di binari e carri.

La strada costruita in pietra appare a tratti ancora intatta e con pendenze irrisorie in quanto realizzata per il trasporto dei materiali su carri.
Per chi decide di passare una notte con la tendina e il sacco a pelo lungo la via dell’argento un esperienza indimenticabile.

Punto di partenza: Muravera

Lunghezza del percorso: 85 Km circa

Altitudine Massima: 674 metri s.l.m.

Percorso consigliato a: Utenti Esperti

Livello difficoltà del percorso escursionistico: BC/OC +

Il Percorso e ideale per escursioni in: Mountain bike,  Nordic walking e Trekking

Pendenza_Grafico

 

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seguono le scale difficolta

scala difficoltà escursionistiche
scala difficoltà dei percorsi per il cicloescursionismo in MTB

 

Galleria Fotografica della Via dell’Argento, Foto di Muravera Trekking (Giorgio Fanni e Marco Marci)