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Costa Rey: divertimento, mercatini e incantevoli panorami.

 

costarei

L’essenza turistica di Costa Rey è percepibile dal primo momento nel quale  si mette piede nella piccola cittadina. Il centro ,  piccolo e frenetico offre al visitatore ogni sorta di attenzione. Che siate in cerca di artigianato locale, gastronomia tipica, negozi alla moda, o di souvenir, gioiellerie o negozietti dell’usato, Costa Rey non vi deluderà. Da non perdere il grazioso mercatino del sabato, che si tiene nella zona centrale della città. Troverete davvero di tutto, dai prodotti tipici, all’abbigliamento, all’artigianato. Ottimi inoltre i gelati fatti alla maniera artigianale, che potrete gustare passeggiando per le vie della bella Costa Rey, o seduti piacevolmente nella piazza centrale.  Spiagge incantevoli quelle sulle quali si affaccia, sono circondate da alture importanti, che fin da quando la zona è stata impiegata a livello turistico , sono state sfruttate. Sono moltissime infatti le case che si mimetizzano perfettamente con la vegetazione e la morfologia del terreno, e che hanno la possibilità di tuffarsi, almeno con lo sguardo, su un mare cristallo. Molte di queste sono in vendita, altre ancora è possibile affittarle per qualche settimana estiva. Occupano la zona collinare e periferica anche alcuni piccoli condomini-villaggi, estremamente curati e particolarmente belli da vedere. Da tenere sotto controllo le offerte last minute che gli albergatori stanno prendendo l’abitudine di fare. Garantiscono la possibilità di una vacanza da sogno a prezzi davvero contenuti.

Escursioni Costa Rei

Mare e terra nel territorio di Costa Rei si dimostrano particolarmente generosi.

I turisti potranno partecipare, per una conoscenza più approfondita di questo angolo di paradiso a numerose escursioni giornaliere che avranno come scopo quello di mostrare una Sardegna insolita e sconosciuta, lontana dal caos e dal fermento tutto estivo.

Per gli amanti della montagna è da consigliare l’avventurosa escursione alla scoperta della foresta sarda tramite un escursione che porterà a scoprire le meraviglie dei Monti dei Sette Fratelli. L’escursione a piedi richiede ai partecipanti un minimo di resistenza fisica e di attitudine al trekking. Unica difficoltà reale è infatti data dalla pendenza del percorso che ripagherà in ogni caso con una vita davvero mozzafiato. Obbligatorio dunque condurre con se la fotocamera digitale e video camera. I più pigri potranno in ogni caso partecipare ad escursioni in fuoristrada che al minimo della fatica proporranno paesaggi selvaggi tipici del territorio mediterraneo. Il visitatore verrà infatti immerso in un’atmosfera magica ed arcaica, profumata di lecci, querce, corbezzoli e mirto. L’escursione si potrebbe concludere con una degustazione di prodotti tipici locali.

Il mare allo stesso modo è capace di offrire emozioni da brivido. Fra le escursioni maggiormente consigliate quelle che porteranno a vivere l’area Marina Protetta di Villasimius. Capo Carbonara si presenta oggi come una piscina naturale, nella quale uomini e pesci convivono con una certa naturalezza. Si avrà la possibilità di ammirare il fascino dell’isola dei Cavoli e gli amanti delle immersioni potranno sfiorare l’imponente Madonna sommersa avvolta da una florida vegetazione marina. In escursione si passeranno le spiagge più incantevoli del litorale. Un esempio? Porto Giunco, Simius, e Punta Molentis.

Altra escursione all’insegna dell’avventura è quella che condurrà i turisti a visitare la sinuosa Serpentara, altera ed imprendibile facente parte attivamente dell’area Marina Protetta di villasimius. Garantita dunque la varietà sia in flora che in fauna sottomarina. Durante l’escursioni si potranno visitare alcune calette indimenticabili. Prima fra tutte Cala Pira con la sua bella torre spagnola seicentesca, e la bellissima caletta delle piscine, con l’acqua colore del ghiaccio e una pace da sogno. La caletta infatti è raggiungibile esclusivamente in barca.

Insomma non resta che l’imbarazzo della scelta. 

Costa Rei Sagre

Durante la stagione primaverile ed estiva Costa Rei, meta prediletta per una grande quantità di turisti locali e non si tinge di festa, e al divertimento tradizionale si sommano processioni religiose che festeggiano i santi patroni locali.

Fra le più ambite feste alle quali si fa la fila per partecipare la Sagra degli Agrumi di Muravera, distante pochi chilometri dal caratteristico borgo turistico che è Costa Rei. La sagra è intitolata appunto agli agrumi, frutto tipico della produzione locale, avvantaggiata da un clima e un terreno particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione.

L’istituzione della sagra, relativamente recente, ha dato modo ai produttori di pubblicizzare una specialità locale davvero prelibata e tipica e far conoscere le tradizioni gastronomiche e tradizionali del territorio del Sarrabus e  non solamente.

La Sagra degli agrumi, durante la quale si festeggiano non solamente le arance, ma anche limoni, pompelmi, clementine e mandarini è inserita  in un ampio circuito di feste tradizionali e sagre locali pubblicizzato dalla Regione Sardegna, ad attestarne l’importanza che in pochi decenni è stata capace di assumere.  Durante la festa si coglie l’occasione inoltre per rispolverare le antiche tradizioni agricole e pastorali che rivivono per una giornata intera a bordo di carri creati ad hoc. Ciascuno dei carri ripropone uno scorcio di vita tradizionale grazie all’interpretazione realistica dei partecipanti e le ricostruzioni particolarmente fedeli. Questi carri, trainati da buoi imbellettati per l’occasione prendono il nome di etnotraccas.

Fra musiche e danze sfilano gruppi folkloristici in costume tipico provenienti da ogni parte del mondo, e i visitatori oltre che rifarsi gli occhi visti i colori sgargianti della festa, potranno degustare i tipici prodotti locali. Insomma una gioia per la vista un allegra occasione per il palato.

Durante l’ultima settimana di Luglio si avrà la possibilità di rivivere l’assedio e la cacciata degli invasori provenienti dal mare grazie alla ricostruzione storica organizzata in prossimità della Torre dei 10 Cavalli.

Altro appuntamento da non perdere è quello del Carnevale Etnico  Estivo della Sardegna che viene normalmente organizzato durante la prima settimana di Agosto. Le più importanti maschere della tradizione isolana sfileranno anticipando di qualche mese il Carnevale per dare modo ai turisti estivi di conoscere la varietà delle maschere isolane.

Infine il 28 di Agosto viene organizzata una caratteristica festa popolare durante la quale al suono di launeddas si potranno ammirare compagnie locali che si cimenteranno nei balli tradizionali sardi.

Vermentino e Vernaccia

In Portogallo, il Vermentino, vitigno aromatico, è noto con il nome di Codega. Si suppone sia originario o dell’isola di Madeira o del Portogallo stesso, vero è che si è fortemente diffuso in Liguria, Corsica e Sardegna. Nella nostra isola uno tra i più apprezzati e conosciuti è il Vermentino di Gallura, il vitigno infatti, predilige i terreni sabbiosi e rocciosi, tipici della zona. Una delle più antiche aziende produttrici di Vermentino è l’azienda Capichera di Arzachena, fortemente legata alla terra ed alle tradizioni della stessa. Questo sarebbe dimostrato addirittura dall’etichetta, dove è rappresentata l’inconfondibile Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju, antico monumento caratterizzante la zona. Orgoglio dell’azienda è certo il Capichera, e Tardiva Vendemmia. Da servire intorno agli 8-10°. Non ci possiamo esentare dal far accenno  Vernaccia, prodotto tipico di Oristano, ma noto in tutta Sardegna. Le origini di questo vino sono antichissime, tanto che si sono ipotizzate le origini spontanee della vitis vinicola. E’ probabile che bianche uve siano state importate con presenza fenicia nell’isola, seppure nome, derivi dal latino Vino del luogo, Vernacula. Nel 1327 si ha la prima attestazione dello stesso, che compare nel Breve di Villa di Chiesa e ancora oggi conservato in Iglesias (Villa di Chiesa). Eleonora D’arborea per prima impose che i terreni incolti venissero utilizzati per la coltivazione del vitigno, che conoscerà nel XIX secolo un periodo di forte retrocessione nella coltivazione, vista la presenza di un parassita, la filossera, che distrusse le viti. Nel dopo guerra molti produttori si unirono in cooperative. Il vino è ottimo come aperitivo, o se associato alle portate di pesce. Ottimo l’abbinamento Bottarga-Vernaccia, ma troverete esaltante pure l’abbinamento Vernaccia-formaggi piccanti o affumicati.

Claudia Zedda

Mirto. Profumo di Sardegna

E quando qualcuno disse “paese che vai, abitudini che trovi”, immagino avesse in mente proprio al mirto. Se andiamo ad osservare le tradizioni dei diversi popoli, noteremo che fra i greci il myrtos rappresentava simbolicamente l’erotismo e la lussuria, mentre fra le genti romane il senso si è mutò notevolmente, tanto che finì per indicare una forma d’amore che alcuni definiscono più raffinata, l’amore spirituale. Mentre, ancora oggi in Sardegna il mirto rappresenta qualche cosa d’altro. La spiccata e insita ospitalità della terra e di chi la abita. Chiunque abbia vissuto per un breve o  più lungo periodo la Sardegna non si sarà potuto esentare dall’assaggiare la scura e violacea bevanda, visto che nessun sardo che si rispetti chiude i proprio pasti di festa (e non) senza offrire un invitante bicchierino di mirto, dolce e saporoso, che pare custodisca segreti e sapori di una terra forte e fiera come è la Sardegna. La degustazione consente d’allungare a dismisura i pranzi e le cene sarde. Il liquore si estrae dalla bacca del mirto, da cui prende il nome, il quale cresce in cespugli che non superano i 2 mt. Questi si confondono con le altre piante che fanno parte della ormai famosa macchia mediterranea, tra i quali ricorderemo il lentischio, il corbezzolo e il ginepro. Si tratta di piante note in tutto il territorio sardo, ma certo anche nell’Italia meridionale cosi come nella bassa Francia e Spagna ed ancora Grecia, similari per ciò che concerne il clima, alla terra sarda stessa. La cosa che sorprende è che il liquore di mirto è noto in tutta l’isola, che pure conosce notevoli differenze regionali e seppure oggi giorno il nettare scuro conosce una fortissima commercializzazione, ancora le famiglie sarde si cimentano nella preparazione della bevanda tradizionale. Non sarà dunque raro sentire donne e uomini commentare e discutere in merito alle dosi dell’alcool, dello zucchero o in merito alla quantità di bacche da utilizzare per ottenere un eccellente prodotto. Certo è che, ovunque voi siate, sorseggiando ad occhi chiusi il vostro mirto, vi sembrerà di tornare per qualche minuto nella piccola eppur meravigliosa terra sarda. Curiosità: in Grecia il mirto è legato alla leggenda di Myrsine, giovane donna che in olimpiade battè un giovane e venne per questa tramutata in pianta di mirto. Ecco l’abitudine di cingere il capo dei vincitori dei giochi elei con una corona di mirto. Nel medioevo la bacca veniva usata per produrre un gradevole profumo, noto con il nome di acqua degli angeli, e diversamente dalle bacche, che vengono usate per produrre il mirto rosso, le foglie vengono impiegate nella produzione del liquore bianco, e per insaporire carne e piatti tipici.

Claudia Zedda

Sagra degli agrumi

Pur non essendo una festa di lunga tradizione, pare essere fortemente sentita dagli abitanti di Muravera e dei paesi limitrofi, come Costa Rei, territori nei quali, per condizioni climatiche e ambientali gli agrumi hanno trovato un terreno particolarmente favorevole. Gli agrumi della zona per qualità e gusto, non hanno eguali. La festa nasce nel 1961 per una brillante idea dell’allora presidente della pro loco. L’idea venne immediatamente accolta positivamente dagli agricoltori della zona, tanto che oggi alla sagra si associa un interessante mostra mercato, nei quali i prodotti tipici del territorio vengono posti in vendita e fatti conoscere ai turisti e non solamente. Nel 2008 la sagra si è svolta tra il 4, 5 e 6 di Aprile. I visitatori hanno avuto modo di osservare affascinanti sfilate di donne e uomini vestiti con abito tradizionale, agghindati con i caratteristici gioielli sardi, i quali attraversano la via principale del paese, calcata anche da carri, noti con il nome di etnotraccas, che ripropongono temi della vita agricola-pastorale sarda, il tutto accompagnato da piacevoli spettacoli folkloristici, propri di diverse e variegate parti della Sardegna. Un incantevole suono di launeddas, strumento musicale a fiato che proprio in questi territori ha conosciuto la sua origine, da un tocco di mistero alla sagra tutta. Da visitare assolutamente.

Claudia Zedda

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