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Articoli marcati con tag ‘sardi’

Le Spiagge Foto Gallery

Diverse sono le zone che costituiscono la famosa meta turistica. Ricorderemo Sa Perda Niedda, Sa Murta (centro), Le Ginestre, Gli Asfodeli, I Ginepri (sud), Turagri, Rei Marina e Rei Plaia (nord). L’agglomerato si affaccia su tre piazze, Piazza Marina Rei, Piazza Italia e Piazza Sardegna, che sono meta prediletta dei turisti, nelle calde nottate estive sarde.

 

avvertenze e privacy

Costa Rei Sagre

Durante la stagione primaverile ed estiva Costa Rei, meta prediletta per una grande quantità di turisti locali e non si tinge di festa, e al divertimento tradizionale si sommano processioni religiose che festeggiano i santi patroni locali.

Fra le più ambite feste alle quali si fa la fila per partecipare la Sagra degli Agrumi di Muravera, distante pochi chilometri dal caratteristico borgo turistico che è Costa Rei. La sagra è intitolata appunto agli agrumi, frutto tipico della produzione locale, avvantaggiata da un clima e un terreno particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione.

L’istituzione della sagra, relativamente recente, ha dato modo ai produttori di pubblicizzare una specialità locale davvero prelibata e tipica e far conoscere le tradizioni gastronomiche e tradizionali del territorio del Sarrabus e  non solamente.

La Sagra degli agrumi, durante la quale si festeggiano non solamente le arance, ma anche limoni, pompelmi, clementine e mandarini è inserita  in un ampio circuito di feste tradizionali e sagre locali pubblicizzato dalla Regione Sardegna, ad attestarne l’importanza che in pochi decenni è stata capace di assumere.  Durante la festa si coglie l’occasione inoltre per rispolverare le antiche tradizioni agricole e pastorali che rivivono per una giornata intera a bordo di carri creati ad hoc. Ciascuno dei carri ripropone uno scorcio di vita tradizionale grazie all’interpretazione realistica dei partecipanti e le ricostruzioni particolarmente fedeli. Questi carri, trainati da buoi imbellettati per l’occasione prendono il nome di etnotraccas.

Fra musiche e danze sfilano gruppi folkloristici in costume tipico provenienti da ogni parte del mondo, e i visitatori oltre che rifarsi gli occhi visti i colori sgargianti della festa, potranno degustare i tipici prodotti locali. Insomma una gioia per la vista un allegra occasione per il palato.

Durante l’ultima settimana di Luglio si avrà la possibilità di rivivere l’assedio e la cacciata degli invasori provenienti dal mare grazie alla ricostruzione storica organizzata in prossimità della Torre dei 10 Cavalli.

Altro appuntamento da non perdere è quello del Carnevale Etnico  Estivo della Sardegna che viene normalmente organizzato durante la prima settimana di Agosto. Le più importanti maschere della tradizione isolana sfileranno anticipando di qualche mese il Carnevale per dare modo ai turisti estivi di conoscere la varietà delle maschere isolane.

Infine il 28 di Agosto viene organizzata una caratteristica festa popolare durante la quale al suono di launeddas si potranno ammirare compagnie locali che si cimenteranno nei balli tradizionali sardi.

Archeologia. (Muravera)

Il territorio è ricco di residui archeologici, spesso collocati in luoghi impervi da raggiungere, che ci informano di un epoca precedente addirittura a quella nuragica. Si tratta di strutture nascoste oramai dalle vegetazione, ma pur sempre solide e stabili, scavate nella pietra o composte dalla stessa. Le prime strutture delle quali intendiamo parlare sono certamente le Domus de Janas. I sardi le intesero come le piccole dimore delle fate che abitavano i luoghi distanti dai villaggi. Ecco che il folklore isolano pensa alle Janas il più delle volte, come ad esseri di ridotta dimensione, creature divine o demoniache. Il carattere morale normalmente implica la bellezza o la bruttezza delle creature misteriose, bellissime quando buone, orripilanti quando crudeli. In verità le domus sarebbero delle strutture funerarie costituite tra il IV e il III millennio a.C. da popolazioni che sopraggiunsero in Sardegna attraversando i mari, pacifiche, probabilmente votate ad un culto del sole, del toro e della luna (culti diffusi in tutto il mediterraneo), che pare abbiano trasmesso agli antichi sardi.

Di notevole interesse archeologico inoltre risultano essere i menhirs, o pedras fittas, come più comunemente vengono nominati in Sardegna. Si tratterebbe di pietre megalitiche, infisse nel terreno. Ne esistono di completamente lisce, che riprendono chiaramente un simbolismo fallico, altre invece riporterebbero il segno della fertilità femminile, le mammelle, andando a rappresentare la divinità femminile, la Dea Madre. Costruiti immaginiamo intorno al 3300-2500 a.C, vennero adorati a lungo, tanto che ancora Gregorio Magno nel 594 d.C. scriveva ad Ospitone, che egli, unico fra i sardi a non adorare più pietre, avrebbe dovuto aiutarlo nella pesante opera di cristianizzazione.

La zona inoltre è ricca di nuraghes, che vennero costruiti in Sardegna tra il 1800 a.C. fin al VI secolo a.C. Resti dell’età punica sono visibili nell’unico esemplare rimasto rappresentato dalla Fortezza di “Baccu di Monte Nai” risalente al V sec. A.C. L’opera di colonizzazione da parte dei romani, avvenuta nel Isecolo a.C, è presente nei resti di vari villaggi.

Da Visitare:

  • Domus de Janas di Monte Nai
  • Complesso megalitico “Cuili Piras”
  • Complesso megalitico di “Piscina Rei”
  • Complesso megalitico “Nuraghe Scalas”
  • Complesso megalitico “Baracca Su Entu”
  • Nuraghe Murtas
  • Nuraghe “S’Acqua Seccis”
  • Nuraghe “Ponzianu”
  • Nuraghe Sa Spadula
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu

Claudia Zedda

Il Caviale Sardo. La bottarga

E’ stata più volte definita il caviale del mediterraneo e non a torto, vista la prelibatezza, ma soprattutto l’impossibilità di reperirla per lo meno fino a non troppe decine di anni addietro. Ma se vi domandaste di cosa si tratta nello specifico, la risposta sarà semplice. Altro non è che la sacca ovarica dei muggini, dai quali viene prelevata sul finire dell’estate. Il prodotto verrà pressato, salato, essiccato e conservato per un periodo di tempo più o meno lungo, secondo un antichissimo procedimento. Trova in Sardegna una delle sue espressioni meglio riuscite, forse perché alimento che vi si produce fin dalla giunta dei fenici, antichità remotissima. Furono i nostri antichi colonizzatori a importare la tecnica della salatura delle uova di muggine, appresa con maestria dai sardi. Con le scorribande arabe la bottarga divenne nota in tutto il bacino mediterraneo. Furono gli stessi arabi a dare un nome all’oro del mare. La definirono  battarikh, ovvero uova di pesce salate, nome che degradò in seguito in qualcosa di molto simile a bottarga. Viste le periodiche e indegne imitazioni e contraffazioni che ne aumentavano la quantità in commercio ma non certo la qualità, da qualche anno è stata richiesta la denominazione di origine protetta per questo eccellente prodotto. La cosa sorprendente è che il gusto dei sardi, in fatto di sapori, è immutato da tremila anni. Da quando un giorno, i fenici vennero e insegnarono che le uova di muggine potevano essere ben più prelibate di quanto ci si potesse immaginare. Oggi giorno viene servita come antipasto, come condimento sostanzioso d’un primo o addirittura come secondo piatto. Immancabile l’associazione con il Vermentino doc di Sardegna.

Claudia Zedda

Il Cannonau

Il Cannonau è un vino tipicamente sardo. Il vitigno dal quale nasce è a bacca nera, ed è conosciuto e diffuso in tutta la Sardegna, rappresentante e simbolo dell’isola, all’estero. Secondo alcuni ricercatori il vitigno sarebbe di origine iberica, e il Cannonau ( noto pure con il nome di Canonau, Cannonadu, Cannonao) sarebbe un vitigno di importazione, e corrisponderebbe allo spagnolo Alicante. Ricerche moderne e più approfondite, preferiscono ritenere che la vite in questione sia endemica sarda, visto che alcuni vinaccioli antichi di tremila e duecento anni, sono stati di recente ritrovati in diverse parti dell’isola. Ciò ci fa ritenere che che il Cannonau sia  il più antico vitigno del Mediterraneo. Il Cannonau DOC di Sardegna può essere rosato, ma più spesso rosso rubino, con riflessi granata ed è ottenuto con al minimo, il 90% di uve di cannonau. Deve invecchiare almeno un anno in botti di rovere o castagno. Il luogo di produzione tipico in Sardegna è l’Ogliastra, dove possiamo incontrare gli Antichi Poderi, la cantina sociale di Jerzu (Nu) azienda oramai fortemente modernizzata, impiantata negli anni cinquanta del novecento. Il cannonanu Doc dell’azienda è il Josto Miglior, che prende il nome da uno dei fondatori, il quale si impegnò fortemente per far conoscere il nettare rosso anche fuori dalla terra sarda. Ancora in Ogliastra, a Cardeddu (Nu) opera l’azienda di Alberto Loi, società tradizionale che opera nel settore da tre generazioni. Un accenno è dovuto ai due Cannonau migliori prodotti in azienda. Il Cannonau Doc di Sardegna Riserva noto con il nome di Cardeddo e l’Alberto Loi, vinificati in silos d’acciaio e fatti pazientemente invecchiare in botti di rovere di slovenia. Ottimo il Nepente di Oliena, fiore all’occhiello della cantina sociale di Oliena (Nu) fondata anch’essa nel 1950. Da non dimenticare il Costera, vino Cannonau Doc, prodotto nelle cantine Argiolas in Serdiana, mentre parleremo di Cannonau di Sardegna di Capo Ferrato quando le uve proverranno da Muravera, San Vito, Villaputzu o Villasimius Il vino è ottimo per accompagnare arrosti, da servire ad una temperatura di 16-18°, il profumo risulta gradevole, caratteristico e secco e il tenore alcolico si aggira intorno ai 13°. Inconfondibile insomma. Da provare almeno una volta, cosi come lo stesso D’Annunzio si sentì di consigliare..” Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas..”

Claudia Zedda.

Costa Rei. Origini.

Nota più raramente come Costa Rey, risulta essere una frazione marittima di Muravera, dalla quale dista alcuni km. E’ un borgo turistico di spontanea formazione, situata nella costa sud occidentale della Sardegna, nella zona nota come Sarrabus. Si sviluppa negli anni settanta ad opera della capacità imprenditoriale di  due costruttori belgi, e di un tedesco. Potremmo affermare senza timore d’errare, che la località frequentata in maniera più costante nei mesi estivi, visti mi meravigliosi Km di spiagge dinanzi ai quali sorge. Nello specifico parliamo di otto mila metri di coste, dotate di sabbie finissime e bianchissime che hanno fatto la fama e notorietà della località amata dai turisti sardi e non solo. Alla meravigliosa sabbia corrisponde un mare cristallino e ricchissimo. Costa Rei si estende da Porto Pirastu fino a raggiungere Calasinzias e se volessimo indicare un centro ideale in tale percorso certo dovremmo parlare di Monte Nai. Diverse sono le zone che costituiscono la famosa meta turistica. Ricorderemo Sa Perda Niedda, Sa Murta (centro), Le Ginestre, Gli Asfodeli, I Ginepri (sud), Turagri, Rei Marina e Rei Plaia (nord). L’agglomerato si affaccia su tre piazze, Piazza Marina Rei, Piazza Italia e Piazza Sardegna, che sono meta prediletta dei turisti, nelle calde nottate estive sarde.

Claudia Zedda

Maskaras

E’ sul finire di Agosto che a Muravera viene offerta una fra le esibizioni folkloriche di maggiore rilievo, che trasporta non solo il turista, ma anche gli abitanti della città e delle cittadine limitrofe ad un’ancestrale epoca, fatta di riti propiziatori, e di danze rituali. Se vi trovate in Costa Rei non potete assolutamente mancare all’appuntamento. Le tragicomiche maschere, simbolo di antichissime tradizioni della quali, anche i sardi hanno perduto il significato, non vi lasceranno interpretare il ruolo di semplici spettatori, ma vi renderanno d’improvviso protagonisti. I gruppi folklorici che si impegnano nella sfilata, vengono da ogni parte della Sardegna, e vi assicuro che una volta viste le maschere danzanti, non potrete più dimenticarle. Avrete modo di osservare i Mamuthones e Issohadores, provenienti da Mamoiada, accompagnati nel loro sfilare dal rumore di campanacci e soka. Non mancheranno i Boes e Merdules, famosissime maschere di Ottana, che avanzeranno con il loro sfilare disordinato accompagnati da sa Filonzana, una rappresentazione sarda di una delle tre parche. Abbiate rispetto per questa figura, si racconta che il filo che mantenga in mano corrisponda alla vita di ognuno di noi.. non vorremo farla arrabbiare no? Ancora sos Thurpos, maschere di Orotelli, nelle vesti ricordano quelle antiche dei pastori di un tempo. Sarà presente S’Urthu di Fonni il quale mima la processione di su Ceomo, fantoccio che rappresenta il carnevale, condannato all’impiccagione e al rogo in quanto artefice di ogni malefatta compiuta dai compaesani all’interno dell’anno precedente, e per finire S’Urtzu di Ula Tirso, rappresentazione ideale del dio Dioniso, divinità temuta ed amata in quanto capace di allontanare la siccità e garantire fertilità dei terreni. E le sorprese non mancheranno, perché sarebbe stato ingiusto da parte mia, svelarvi tutti i segreti che la sfilata di fine agosto custodisce. Da vedere. Perchè le parole delle volte non bastano.

Claudia Zedda

Sagra degli agrumi

Pur non essendo una festa di lunga tradizione, pare essere fortemente sentita dagli abitanti di Muravera e dei paesi limitrofi, come Costa Rei, territori nei quali, per condizioni climatiche e ambientali gli agrumi hanno trovato un terreno particolarmente favorevole. Gli agrumi della zona per qualità e gusto, non hanno eguali. La festa nasce nel 1961 per una brillante idea dell’allora presidente della pro loco. L’idea venne immediatamente accolta positivamente dagli agricoltori della zona, tanto che oggi alla sagra si associa un interessante mostra mercato, nei quali i prodotti tipici del territorio vengono posti in vendita e fatti conoscere ai turisti e non solamente. Nel 2008 la sagra si è svolta tra il 4, 5 e 6 di Aprile. I visitatori hanno avuto modo di osservare affascinanti sfilate di donne e uomini vestiti con abito tradizionale, agghindati con i caratteristici gioielli sardi, i quali attraversano la via principale del paese, calcata anche da carri, noti con il nome di etnotraccas, che ripropongono temi della vita agricola-pastorale sarda, il tutto accompagnato da piacevoli spettacoli folkloristici, propri di diverse e variegate parti della Sardegna. Un incantevole suono di launeddas, strumento musicale a fiato che proprio in questi territori ha conosciuto la sua origine, da un tocco di mistero alla sagra tutta. Da visitare assolutamente.

Claudia Zedda

Benvenuti

                          Nota più raramente come Costa Rey, risulta essere una frazione marittima di Muravera, dalla quale dista alcuni km.

E’ un borgo turistico di spontanea formazione, situata nella costa sud occidentale della Sardegna, nella zona nota come Sarrabus. Si sviluppa negli anni settanta ad opera della capacità imprenditoriale di due costruttori belgi, e di un tedesco. Potremmo affermare senza timore d’errare, che la località frequentata in maniera più costante nei mesi estivi, visti mi meravigliosi Km di spiagge dinanzi ai quali sorge. Nello specifico parliamo di otto mila metri di coste, dotate di sabbie finissime e bianchissime che hanno fatto la fama e notorietà della località amata dai turisti sardi e non solo. Alla meravigliosa sabbia corrisponde un mare cristallino e ricchissimo. Costa Rei si estende da Porto Pirastu fino a raggiungere Calasinzias e se volessimo indicare un centro ideale in tale percorso certo dovremmo parlare di Monte Nai.

                       Diverse sono le zone che costituiscono la famosa meta turistica. Ricorderemo Sa Perda Niedda, Sa Murta (centro), Le Ginestre, Gli Asfodeli, I Ginepri (sud), Turagri, Rei Marina e Rei Plaia (nord). L’agglomerato si affaccia su tre piazze, Piazza Marina Rei, Piazza Italia e Piazza Sardegna, che sono meta prediletta dei turisti, nelle calde nottate estive sarde.

 


avvertenze e privacy