Get Adobe Flash player
Traduzione

by Transposh - plugin di traduzione comunitaria da parte degli utenti

Articoli marcati con tag ‘Sardegna’

Il Cannonau

Il Cannonau è un vino tipicamente sardo. Il vitigno dal quale nasce è a bacca nera, ed è conosciuto e diffuso in tutta la Sardegna, rappresentante e simbolo dell’isola, all’estero. Secondo alcuni ricercatori il vitigno sarebbe di origine iberica, e il Cannonau ( noto pure con il nome di Canonau, Cannonadu, Cannonao) sarebbe un vitigno di importazione, e corrisponderebbe allo spagnolo Alicante. Ricerche moderne e più approfondite, preferiscono ritenere che la vite in questione sia endemica sarda, visto che alcuni vinaccioli antichi di tremila e duecento anni, sono stati di recente ritrovati in diverse parti dell’isola. Ciò ci fa ritenere che che il Cannonau sia  il più antico vitigno del Mediterraneo. Il Cannonau DOC di Sardegna può essere rosato, ma più spesso rosso rubino, con riflessi granata ed è ottenuto con al minimo, il 90% di uve di cannonau. Deve invecchiare almeno un anno in botti di rovere o castagno. Il luogo di produzione tipico in Sardegna è l’Ogliastra, dove possiamo incontrare gli Antichi Poderi, la cantina sociale di Jerzu (Nu) azienda oramai fortemente modernizzata, impiantata negli anni cinquanta del novecento. Il cannonanu Doc dell’azienda è il Josto Miglior, che prende il nome da uno dei fondatori, il quale si impegnò fortemente per far conoscere il nettare rosso anche fuori dalla terra sarda. Ancora in Ogliastra, a Cardeddu (Nu) opera l’azienda di Alberto Loi, società tradizionale che opera nel settore da tre generazioni. Un accenno è dovuto ai due Cannonau migliori prodotti in azienda. Il Cannonau Doc di Sardegna Riserva noto con il nome di Cardeddo e l’Alberto Loi, vinificati in silos d’acciaio e fatti pazientemente invecchiare in botti di rovere di slovenia. Ottimo il Nepente di Oliena, fiore all’occhiello della cantina sociale di Oliena (Nu) fondata anch’essa nel 1950. Da non dimenticare il Costera, vino Cannonau Doc, prodotto nelle cantine Argiolas in Serdiana, mentre parleremo di Cannonau di Sardegna di Capo Ferrato quando le uve proverranno da Muravera, San Vito, Villaputzu o Villasimius Il vino è ottimo per accompagnare arrosti, da servire ad una temperatura di 16-18°, il profumo risulta gradevole, caratteristico e secco e il tenore alcolico si aggira intorno ai 13°. Inconfondibile insomma. Da provare almeno una volta, cosi come lo stesso D’Annunzio si sentì di consigliare..” Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas..”

Claudia Zedda.

Ville del Rei Sole (Costa Rei)

Sardegna Costa Sud Orientale Località Costa Rei, difronte ad una delle più belle e suggestive spiaggie dell'Isola, ville sul mare (max 300 m) di nuova costruzione

 

 

VILLE BIFAMILIARI (4+2 posti letto): sono composte da camera matrimoniale, cameretta con due letti prevalentemente piani (raramente letto a castello con possibilità di terzo letto nella cameretta) soggiorno con possibilità di due posti letto e Tv sat, cucinino attrezzato con forno, lavastoviglie, microonde, e tutto il necessario per uno splendido soggiorno, due bagni, ampio loggiato attrezzato per mangiare all’aperto, barbecue, giardino con doccia, posto auto e lavatrice. (aria condizionata inclusa nel prezzo)
VILLE SINGOLE (6+2 posti letto): sono composte da due camere matrimoniali, cameretta con due letti prevalentemente piani (raramente letto a castello con possibilità di terzo letto nella cameretta) soggiorno con possibilità di due posti letto e Tv sat, cucinino attrezzato con forno, lavastoviglie, microonde, e tutto il necessario per uno splendido soggiorno, due bagni, ampio loggiato attrezzato per mangiare all’aperto, barbecue, giardino con doccia, posto auto e lavatrice. (aria condizionata inclusa nel prezzo)


per Tariffe Prenotazione Informazioni su  www.reisole.com


La spiaggia Costa Rei

 

Lido turistico di recentissima nascita Costa Rei, ha il potere di calamitare ogni anno, soprattutto durante la stagione estiva numerosi turisti e ospiti, che rimangono stregati dal fascino del litorale, dal divertimento notturno e dal selvaggio verde che circonda l’insediamento. Abbarbicate sui colli, in posizione strategica le numerose case si tuffano direttamente, con uno sguardo pigro sul mare color del cristallo che caratterizza la zona, e l’ha resa tanto apprezzata sia al turismo locale, che a quello  straniero. La più famosa spiaggia, che dalla località prende nome, è appunto la spiaggia Costa Rei, una lunga riga di sabbia fina, più simile al borotalco, accecante a giorno pieno, è  impreziosita dal profumo del giglio marino e da poche strutture balneari che si integrano con armonia paesaggio. La spiaggia, interrotta da lembi di roccia che si immergono nel mare e che delimitano calette affascinanti, è una dei più frequentate di tutta la Sardegna meridionale. Il fondale marino, che degrada lentamente la rende spiaggia ideale per le famiglie e per la balneazione sicura dei più piccoli, ma anche per le lunghe passeggiate rilassanti o per delle divertenti partite a racchettoni sul bagnasciuga. Munita di passerelle, sparpagliate lungo tutti gli otto km di costa, rende possibile l’accesso anche ai diversamente abili. Le strutture balneari consentono il noleggio non solo di ombrelloni e sdraio, ma che di natanti e canoe, per una diversa esplorazione della costa. Non mancano inoltre gli intramontabili pedalò, che possiedono il loro storico fascino. I punti ristoro, freschi e confortevoli permettono qualche breve break, il consumo di bibite, panini, gelati e primi piatti veloci. La spiaggia Costa Rei è inoltre frequentata dagli amanti del surf e dello snorkeling, visti i variegati fondali. A completare il quadro paradisiaco la facilità con la quale può essere raggiunta. Da Villasimius infatti si dovrà seguire la strada in direzione Costa Rei. Superata la diramazione Cala Sinzias, dopo meno di 11 km sarete ospitati da ampio parcheggio che immette direttamente alla spiaggia.


 

 

Sardegna e formaggi: il pecorino sardo

 

Fra i prodotti più gustosi che il visitatore avrà la possibilità di assaggiare in Sardegna è da annoverare senza ombra di dubbio il Pecorino, quello sardo per davvero. Castiadas a forte vocazione pastorale conosce un’ottima produzione annuale di formaggi e soprattutto di pecorino che durante la stagione calda viene apprezzato da visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Chiaramente il Pecorino non è l’unico formaggio che in Sardegna viene prodotto, esistono infatti tipologie ben più di nicchia, ma si tratta in ogni caso del prodotto caseario dell’isola che più di altri si è fatto strada sul mercato mondiale, arrivando addirittura a stregare i palati degli americani e a sorpresa dei francesi. Insieme al pecorino sardo ogni anno vengono esportate quantità notevoli di freschissima ricotta molto apprezzata per le sue qualità organolettiche.

Dal 1996 il pecorino ha ottenuto il marchio di prodotto DOP; si tratta dunque di un prodotto a Denominazione di Origine Protetta e per ottenere il sudato blasone il formaggio deve essere prodotto esclusivamente con latte di pecora intero. Ad oggi il gusto fin troppo deciso del formaggio viene mediato anche grazie all’integrazione di latte di mucca, che lo rende un prodotto apprezzabile da più persone.

Il pecorino conosce principalmente due versioni; questo infatti potrà essere distribuito fresco o stagionato e le differenze di gusto fra le due varianti sono notevoli. Il primo detto anche dolce  dovrà maturare in ben 20 – 60 giorni di riposo a  seconda del clima e il suo colore è bianco e l’aspetto morbido. Molto diverso è quello stagionato dalla pasta decisamente più dura e dal colore che ricorda molto da vicino il giallo paglierino. E’ detto anche forte, dovrà stagionare per almeno 120 giorni e viene usato soprattutto per condire primi piatti quali ad esempio i malloreddus alla campidanese.

Entrambe le tipologie sono comunque eccellenti se si conta che il bestiame da cui il latte viene estratto pascola in terreni  con tassi di inquinamento praticamente nulli. 

Escursioni Costa Rei

Mare e terra nel territorio di Costa Rei si dimostrano particolarmente generosi.

I turisti potranno partecipare, per una conoscenza più approfondita di questo angolo di paradiso a numerose escursioni giornaliere che avranno come scopo quello di mostrare una Sardegna insolita e sconosciuta, lontana dal caos e dal fermento tutto estivo.

Per gli amanti della montagna è da consigliare l’avventurosa escursione alla scoperta della foresta sarda tramite un escursione che porterà a scoprire le meraviglie dei Monti dei Sette Fratelli. L’escursione a piedi richiede ai partecipanti un minimo di resistenza fisica e di attitudine al trekking. Unica difficoltà reale è infatti data dalla pendenza del percorso che ripagherà in ogni caso con una vita davvero mozzafiato. Obbligatorio dunque condurre con se la fotocamera digitale e video camera. I più pigri potranno in ogni caso partecipare ad escursioni in fuoristrada che al minimo della fatica proporranno paesaggi selvaggi tipici del territorio mediterraneo. Il visitatore verrà infatti immerso in un’atmosfera magica ed arcaica, profumata di lecci, querce, corbezzoli e mirto. L’escursione si potrebbe concludere con una degustazione di prodotti tipici locali.

Il mare allo stesso modo è capace di offrire emozioni da brivido. Fra le escursioni maggiormente consigliate quelle che porteranno a vivere l’area Marina Protetta di Villasimius. Capo Carbonara si presenta oggi come una piscina naturale, nella quale uomini e pesci convivono con una certa naturalezza. Si avrà la possibilità di ammirare il fascino dell’isola dei Cavoli e gli amanti delle immersioni potranno sfiorare l’imponente Madonna sommersa avvolta da una florida vegetazione marina. In escursione si passeranno le spiagge più incantevoli del litorale. Un esempio? Porto Giunco, Simius, e Punta Molentis.

Altra escursione all’insegna dell’avventura è quella che condurrà i turisti a visitare la sinuosa Serpentara, altera ed imprendibile facente parte attivamente dell’area Marina Protetta di villasimius. Garantita dunque la varietà sia in flora che in fauna sottomarina. Durante l’escursioni si potranno visitare alcune calette indimenticabili. Prima fra tutte Cala Pira con la sua bella torre spagnola seicentesca, e la bellissima caletta delle piscine, con l’acqua colore del ghiaccio e una pace da sogno. La caletta infatti è raggiungibile esclusivamente in barca.

Insomma non resta che l’imbarazzo della scelta. 

Costa Rei Sagre

Durante la stagione primaverile ed estiva Costa Rei, meta prediletta per una grande quantità di turisti locali e non si tinge di festa, e al divertimento tradizionale si sommano processioni religiose che festeggiano i santi patroni locali.

Fra le più ambite feste alle quali si fa la fila per partecipare la Sagra degli Agrumi di Muravera, distante pochi chilometri dal caratteristico borgo turistico che è Costa Rei. La sagra è intitolata appunto agli agrumi, frutto tipico della produzione locale, avvantaggiata da un clima e un terreno particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione.

L’istituzione della sagra, relativamente recente, ha dato modo ai produttori di pubblicizzare una specialità locale davvero prelibata e tipica e far conoscere le tradizioni gastronomiche e tradizionali del territorio del Sarrabus e  non solamente.

La Sagra degli agrumi, durante la quale si festeggiano non solamente le arance, ma anche limoni, pompelmi, clementine e mandarini è inserita  in un ampio circuito di feste tradizionali e sagre locali pubblicizzato dalla Regione Sardegna, ad attestarne l’importanza che in pochi decenni è stata capace di assumere.  Durante la festa si coglie l’occasione inoltre per rispolverare le antiche tradizioni agricole e pastorali che rivivono per una giornata intera a bordo di carri creati ad hoc. Ciascuno dei carri ripropone uno scorcio di vita tradizionale grazie all’interpretazione realistica dei partecipanti e le ricostruzioni particolarmente fedeli. Questi carri, trainati da buoi imbellettati per l’occasione prendono il nome di etnotraccas.

Fra musiche e danze sfilano gruppi folkloristici in costume tipico provenienti da ogni parte del mondo, e i visitatori oltre che rifarsi gli occhi visti i colori sgargianti della festa, potranno degustare i tipici prodotti locali. Insomma una gioia per la vista un allegra occasione per il palato.

Durante l’ultima settimana di Luglio si avrà la possibilità di rivivere l’assedio e la cacciata degli invasori provenienti dal mare grazie alla ricostruzione storica organizzata in prossimità della Torre dei 10 Cavalli.

Altro appuntamento da non perdere è quello del Carnevale Etnico  Estivo della Sardegna che viene normalmente organizzato durante la prima settimana di Agosto. Le più importanti maschere della tradizione isolana sfileranno anticipando di qualche mese il Carnevale per dare modo ai turisti estivi di conoscere la varietà delle maschere isolane.

Infine il 28 di Agosto viene organizzata una caratteristica festa popolare durante la quale al suono di launeddas si potranno ammirare compagnie locali che si cimenteranno nei balli tradizionali sardi.

Alcune Spiagge Consigliate

La spiaggia di Costa Rei

La spiaggia di Costa Rei fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile percorrendo la litoranea per Villasimius, proseguedo per Cala Sinzias, San Pietro, Sant,Elmo. Arrivati a Sant'Elmo proseguite per altri 4 Km, troverete la lunga spiaggia di Costa Rei alla vostra destra. La spiaggia si estende per circa 8, 10 Km, davanti alle case, ed è facilmente raggingibile percorrendo le strade che, dalla principale Via Ichnusa, portano al mare. La spiaggia di Costa per il 90% è libera, per il restante 10% è servita da alcuni chioschi che offrono piccole oasi di ristoro e che affittano lettini e ombrelloni.

La spiaggia di Capo Ferrato

La spiaggia di Capo Ferrato fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la via Ichnusa in direzione Rei Marina. Uscite dal paese e proseguite sino al bivio, troverete il cartello che indica la spiaggia, quindi svoltate a destra e proseguite per circa 3 Km. Troverete davanti a voi una bellissima, nonchè curatissima, pineta attrezzata per pic-nic.

La spiaggia di Cala Pira

La spiaggia di Cala Pira fa parte del comune di Villasimius, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la strada litoranea per Villasimius. Arrivati a Sant'Elmo, proseguite per San Pietro, Calasinzias. Dopo 4 Km, sulla vostra sinistra scorgerete le case per le vacanze alle spalle di Cala Pira. Alla vostra sinistra, guardando il mare scorgerete un piccolo promontorio sulla quale sorge una torre spagnola. Prestate attenzione ad un grosso masso di granito posto sul bordo della strada in cui è scritto Cala Pira, oltrepassatelo e seguite la strada bianca sino alla spiaggia, paradisiaco tratto di mare della costa sud orientale della Sardegna. In spiaggia, vicino alla torre spagnola, c'è un chiosco che offre vari servizi di buon livello.

La spiaggia di Cala Sinzias

Si percorre la litoranea in direzione Villasimius. Seguite le indicazioni per il Camping Garden Cala Sinzias, superatelo e alla vostra sinistra, dopo circa 500 metri, avrete accesso alla spiaggia. Acqua trasparente e cristallina spiaggia di sabbia bianca, questa baia, che gode della vista del parco marino di Serpentara, ha alle sue spalle una bella pineta, dove è possibile adatta ai pic-nic e al riparo dal sole durante le ore più calde del pomeriggio. In spiaggia ci sono 3 chioschi che offrono, con simpatia e professionalità, servizi di ristoro, nonchè l'affitto di lettini e ombrelloni.

La spiaggia di San Giovanni di Muravera

La spiaggia di San Giovanni fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la strada in direzione San Priamo. Superatelo e, tenedo la destra, raccordatevi con la S.S. 125. Dopo 6 Km sulla destra scorgerete il cartello che vi indica la strada che vi porterà direttamente in spiaggia. Alle spalle della spiaggia di San Giovanni, grandi eucaliptus garantiscono un ottimo ombreggio per una pausa pomeridiana. Presenti inoltre attrezzature pubbliche per pic-nic. Sulla spiaggia invece sono presenti un ristorante e un punto attrezzato con lettini e ombrelloni (a pagamento).

Lo scoglio di Peppino, Costa Rei

Di fronte al villaggio turistico di Santa Giusta, la spiaggia di Costa Rei, si estende per circa 8/10 Km. Facilmente raggiungibile a piedi, il grande scoglio granitico è, per la sua felice posizione e la bellezza del mare, probabilmente il posto più bello della costa. Nella spiaggia si affittano gommoni, windsurf, canoe, pedalò, ombrelloni e lettini. E' presente inoltre un chiosco per la ristorazione veloce.

La spiaggia di Porto Pirastu

Uscite dal centro abitato di Costa Rei e seguite le indicazioni per Capo Ferrato. Giunti alla SP 97, svoltate a destra verso Capo Ferrato, andate oltre il Camping Porto Pirastu e 200 metri dopo troverete delle piccole strade sterrate che portano direttamente alla spiaggia. Il punto-spiaggia più vicino è davanti al camping Porto Pirastu, dove potrete affittare ombrelloni e lettini, nonchè avere un servizio di piccola ristorazione.
 

Archeologia. (Muravera)

Il territorio è ricco di residui archeologici, spesso collocati in luoghi impervi da raggiungere, che ci informano di un epoca precedente addirittura a quella nuragica. Si tratta di strutture nascoste oramai dalle vegetazione, ma pur sempre solide e stabili, scavate nella pietra o composte dalla stessa. Le prime strutture delle quali intendiamo parlare sono certamente le Domus de Janas. I sardi le intesero come le piccole dimore delle fate che abitavano i luoghi distanti dai villaggi. Ecco che il folklore isolano pensa alle Janas il più delle volte, come ad esseri di ridotta dimensione, creature divine o demoniache. Il carattere morale normalmente implica la bellezza o la bruttezza delle creature misteriose, bellissime quando buone, orripilanti quando crudeli. In verità le domus sarebbero delle strutture funerarie costituite tra il IV e il III millennio a.C. da popolazioni che sopraggiunsero in Sardegna attraversando i mari, pacifiche, probabilmente votate ad un culto del sole, del toro e della luna (culti diffusi in tutto il mediterraneo), che pare abbiano trasmesso agli antichi sardi.

Di notevole interesse archeologico inoltre risultano essere i menhirs, o pedras fittas, come più comunemente vengono nominati in Sardegna. Si tratterebbe di pietre megalitiche, infisse nel terreno. Ne esistono di completamente lisce, che riprendono chiaramente un simbolismo fallico, altre invece riporterebbero il segno della fertilità femminile, le mammelle, andando a rappresentare la divinità femminile, la Dea Madre. Costruiti immaginiamo intorno al 3300-2500 a.C, vennero adorati a lungo, tanto che ancora Gregorio Magno nel 594 d.C. scriveva ad Ospitone, che egli, unico fra i sardi a non adorare più pietre, avrebbe dovuto aiutarlo nella pesante opera di cristianizzazione.

La zona inoltre è ricca di nuraghes, che vennero costruiti in Sardegna tra il 1800 a.C. fin al VI secolo a.C. Resti dell’età punica sono visibili nell’unico esemplare rimasto rappresentato dalla Fortezza di “Baccu di Monte Nai” risalente al V sec. A.C. L’opera di colonizzazione da parte dei romani, avvenuta nel Isecolo a.C, è presente nei resti di vari villaggi.

Da Visitare:

  • Domus de Janas di Monte Nai
  • Complesso megalitico “Cuili Piras”
  • Complesso megalitico di “Piscina Rei”
  • Complesso megalitico “Nuraghe Scalas”
  • Complesso megalitico “Baracca Su Entu”
  • Nuraghe Murtas
  • Nuraghe “S’Acqua Seccis”
  • Nuraghe “Ponzianu”
  • Nuraghe Sa Spadula
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu

Claudia Zedda

Muravera. La storia

 

Il territorio che oggi appartiene a Muravera, cosi come ci testimoniano i ritrovamenti archeologici del complesso megalitico di Piscina Rei e il Nuraghe Scalas, è stato abitato fin dal 5000 a.C. Da principio fu oggetto di insediamento da parte di Fenici e Punici e divenne solo poi dominio di Roma. Alla caduta dell’impero, Muravera entra a far parte del più meridionale dei giudicati, quello di Kalari, e divenne parte integrante della curadoria di Sarrabus, le cui attività caratterizzanti erano certamente l’agricoltura, la pastorizia, e i prodotti che si ricavavano dalla perenne sfida dei mari. Ville che facevano parte della curadoria in questione erano certamente Murahera, Petrera, Carruti e Sorrui. Petrera, così nominata a causa della presenza abbondante di pietre, costituisce ancora un rione della moderna Muravera, non distante da Santa Lucia. Villa Carruti, non distante da Petrera, era la villa maggiormente popolata rispetto a quelle prese in considerazione. E villa Sorrui, situata dove oggi si trova la Torre dei dieci Cavalli, comprendeva le chiese di San Giovanni, san Giorgio, Santa Maria e Santa Marta. Delle ultime due oggi conserviamo solamente il ricordo. Seppure molto popoloso, venne abbandonato tra il XIV e XV secolo. Murahera si trovava vicino alle chiese di Sant’Anna e San Nicola. E il toponimo dovrebbe risalire al “Mura” sardo, che letteralmente significa albero e frutto del moro gelso e “Vera”, coltivata o commestibile. Triste è stato il destino di questa terra perennemente oggetto di feroci attacchi da parte dei pirati. In alcune circostanze fu possibile per gli abitanti respingerli, molto più spesso questo non fu possibile. Questo dovette incentivare nel 1600 la costruzione di diverse torri che ebbero come scopo quello di proteggere le coste. Ricordiamo la Torre delle Saline, la torre dei Dieci Cavalli, e la Torre di Capoferrato. Nel XIII secolo Muravera passa ai Visconti, giudici di Gallura, diventerà dominio pisano e nel XV secolo verrà conquistata dagli aragonesi che imposero il disastroso regime feudale. Sarà feudo dei Carroz, famiglia fortemente interessata alla conquista della Sardegna, signori di Quirra. Ma famiglia d’importanza in Muravera fu anche quella dei Cappai, conti di Villasalto. La storia di Muravera conoscerà cambiamento degli di nota solo nel 1839 quando anche sull’isola il feudalesimo verrà abolito. I territori del Sarrabus diverranno proprietà del comune, e la famiglia che conquistò un discreto potere fu allora quella dei Sulis.

Claudia Zedda

Immagine di 8#X

Il Caviale Sardo. La bottarga

E’ stata più volte definita il caviale del mediterraneo e non a torto, vista la prelibatezza, ma soprattutto l’impossibilità di reperirla per lo meno fino a non troppe decine di anni addietro. Ma se vi domandaste di cosa si tratta nello specifico, la risposta sarà semplice.
Altro non è che la sacca ovarica dei muggini, dai quali viene prelevata sul finire dell’estate. Il prodotto verrà pressato, salato, essiccato e conservato per un periodo di tempo più o meno lungo, secondo un antichissimo procedimento.
Trova in Sardegna una delle sue espressioni meglio riuscite, forse perché alimento che vi si produce fin dalla giunta dei fenici, antichità remotissima.
Furono i nostri antichi colonizzatori a importare la tecnica della salatura delle uova di muggine, appresa con maestria dai sardi. Con le scorribande arabe la bottarga divenne nota in tutto il bacino mediterraneo. Furono gli stessi arabi a dare un nome all’oro del mare.
La definirono  battarikh, ovvero uova di pesce salate, nome che degradò in seguito in qualcosa di molto simile a bottarga. Viste le periodiche e indegne imitazioni e contraffazioni che ne aumentavano la quantità in commercio ma non certo la qualità, da qualche anno è stata richiesta la denominazione di origine protetta per questo eccellente prodotto. La cosa sorprendente è che il gusto dei sardi, in fatto di sapori, è immutato da tremila anni. Da quando un giorno, i fenici vennero e insegnarono che le uova di muggine potevano essere ben più prelibate di quanto ci si potesse immaginare. Oggi giorno viene servita come antipasto, come condimento sostanzioso d’un primo o addirittura come secondo piatto. Immancabile l’associazione con il Vermentino doc di Sardegna.

Claudia Zedda

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes