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I monumenti di Muravera
Non poche le bellezze architettoniche che nei secoli si sono trovate a convogliare nella zona di Muravera, e che noi ancora oggi abbiamo la possibilità di visitare. Ciò che sorprende a prima vista, leggendo i documenti
redatti dalla dominazione pisana, è la presenza allora di ben 13 chiese. Appare chiaro che il pochissimo che era d’avanzo in quella economia di sussistenza, era investito, volenti o nolenti, nella costruzione di chiese. Ciò a denotare l’alto grado di cristianizzazione del territorio. Oggi abbiamo ancora la possibilità di visitare ben 5 di queste antiche chiese. Due di queste sono site nel centro abitato e nello specifico San Nicola di Bari e Santa Lucia, mentre le altre tre rurali sono dedicate a San Giovanni Battista, a Santa Maria e a Sant’Antioco. Di notevole interesse inoltre
le torri costiere, costruite fra il XIV e il XVIII secolo con lo scopo di difendere le coste di Muravera e non solamente dalle incursioni dei pirati, che possiamo immaginari feroci, sanguinolente e improvvise. Interessante ricordare che queste strutture erano tutte comunicanti fra loro attraverso segnali di fumo la mattina e tramite il fuoco la notte, cosi come doveva essere un tempo per i nuraghe. Sarà possibile ripercorrere questo stralcio di storia rivisitando le torri che ancora danno bella mostra di se nel territorio di Muravera, quali la Torre dei Dieci Cavalli, la Torre Salinas e la Torre di Monti Ferru. Da non dimenticare il Portico Petretto e Sa Domu de is Candelajus, tipica abitazione in stile sarrabese, appartenuta alla famiglia Pilia e risalente al 1790 circa. La dimora versa ancora in ottimo stato, e ancora oggi a visitarla si avrà la possibilità di conoscere la famiglia che la abitò, i propri usi e consuetudini. Il Portico Pretetto è costruzione del XVII secolo, monumento di pietra sovrastato da un arco, ai lati del quale si aprivano altri 4 piccoli archi. Si racconta sia stato costruito dalla famiglia Petretto e doveva avere in origine la funzione di collegare le due case della famiglia, che si trovavano ai lati opposti della strada. Utilissimo nelle giornate di pioggia, abbondanti nella zona. Oggi esiste solo una delle case che il portico poneva in comunicazione.
Claudia Zedda
Muravera. La storia
Il territorio che oggi appartiene a Muravera, cosi come ci testimoniano i ritrovamenti archeologici del complesso megalitico di Piscina Rei e il Nuraghe Scalas, è stato abitato fin dal 5000 a.C. Da principio fu oggetto di insediamento da parte di Fenici e Punici e divenne solo poi dominio di Roma. Alla caduta dell’impero, Muravera entra a far parte del più meridionale dei giudicati, quello di Kalari, e divenne parte integrante della curadoria di Sarrabus, le cui attività caratterizzanti erano certamente l’agricoltura, la pastorizia, e i prodotti che si ricavavano dalla perenne sfida dei mari. Ville che facevano parte della curadoria in questione erano certamente Murahera, Petrera, Carruti e Sorrui. Petrera, così nominata a causa della presenza abbondante di pietre, costituisce ancora un rione della moderna Muravera, non distante da Santa Lucia. Villa Carruti, non distante da Petrera, era la villa maggiormente popolata rispetto a quelle prese in considerazione. E villa Sorrui, situata dove oggi si trova la Torre dei dieci Cavalli, comprendeva le chiese di San Giovanni, san Giorgio, Santa Maria e Santa Marta. Delle ultime due oggi conserviamo solamente il ricordo. Seppure molto popoloso, venne abbandonato tra il XIV e XV secolo. Murahera si trovava vicino alle chiese di Sant’Anna e San Nicola. E il toponimo dovrebbe risalire al “Mura” sardo, che letteralmente significa albero e frutto del moro gelso e “Vera”, coltivata o commestibile. Triste è stato il destino di questa terra perennemente oggetto di feroci attacchi da parte dei pirati. In alcune circostanze fu possibile per gli abitanti respingerli, molto più spesso questo non fu possibile. Questo dovette incentivare nel 1600 la costruzione di diverse torri che ebbero come scopo quello di proteggere le coste. Ricordiamo la Torre delle Saline, la torre dei Dieci Cavalli, e la Torre di Capoferrato. Nel XIII secolo Muravera passa ai Visconti, giudici di Gallura, diventerà dominio pisano e nel XV secolo verrà conquistata dagli aragonesi che imposero il disastroso regime feudale. Sarà feudo dei Carroz, famiglia fortemente interessata alla conquista della Sardegna, signori di Quirra. Ma famiglia d’importanza in Muravera fu anche quella dei Cappai, conti di Villasalto. La storia di Muravera conoscerà cambiamento degli di nota solo nel 1839 quando anche sull’isola il feudalesimo verrà abolito. I territori del Sarrabus diverranno proprietà del comune, e la famiglia che conquistò un discreto potere fu allora quella dei Sulis.
Claudia Zedda
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