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Muravera: un po’ di storia


Per chiunque visiti la bella Costarei, è d’obbligo avere qualche nozione della storia muraverese, dato che a conoscerne il passato sarà più semplice apprezzarne il presente ed immaginarne il futuro. E’ probabile che un tempo Muravera si affacciasse direttamente sul mare, e quasi certamente a causa delle costanti aggressioni provenienti dal mare si sia ritirata indietro rispetto alla costa di almeno un chilometro di campagna verdeggiante e profumata, che ospita meravigliosi orti coltivati ad agrumi.

Fu probabilmente il fiume Saeprus, oggi conosciuto come Rio Picocca a dare il nome alla regione al centro della quale sorge l’incantevole e profumata Muravera, il Sarrabus. Non mancano però le teorie alternative che vedono nascosto fra le trame della parola Sarrabus l’antico “is arabus”, gli antichi e feroci invasori.

Ovviamente chiunque sia interessato a risalire la storia muraverese potrà visitare i numerosi residui archeologici che costellano i suoi dintorni, e parlano di un passato mai del tutto dimenticato. Il circondario muraverese è infatti ricco di Domus de Janas, le più note case delle fate, o di menhir che localmente venivano detti più comunemente pedras fittas, pietre infisse nel terreno che congiungevano terra e cielo verso il quale ancora oggi guardano. E poi ovviamente come dimenticare i nuraghes. Ve ne sono diversi in zona, molti dei quali in parte franati ma ricchi ancora del fascino e della suggestione che in un passato lontano dovevano regalare. Se ne possono visitare di meravigliosi in località Monte Nai, dove a tutt’oggi resta traccia dell’antico passaggio punico.

Muravera da visitare


Natura, cultura, archeologia, gastronomia e tradizione si incontrano tutte nel cuore di Muravera, mostrandosi fiere e sognanti ai visitatori che ogni anno la scoprono.

E’ un ecosistema equilibrato quello che vive nel territorio muraverse, che offre al visitatore paesaggi e panorami vari, suggestivi, inaspettati e selvaggi, tutti da fotografare.

Il tour potrebbe partire dalla visita dello stagno di Feraxi e Colostrai, aree naturalistiche silenziose e ricche di una fauna e di una flora che ha vi ha trovato rifugio perenne e che ben si legano con i preziosi stagni di San Giovanni e Salinas risorsa economica non da poco. Gli stagni, attraversati da piccoli sentieri attraversabili, sono letteralmente presi d’assedio dagli amanti del birdwatching, delle passeggiate in mountain bike o di quelle più rilassanti a piedi.

Abbandonata con una certa amarezza la prima tappa dell’itinerario si potrebbe puntare diritti verso Piscina Rei, con i suoi imponenti menhir immersi in quei paesaggi atavici e misteriosi, dove è l’archeologia a farla da padrone. Da non perdere anche il complesso megalitico di Cuili Piras e nuraghe Scalas una sorpresa per gli occhi dei visitatori alla scoperta di una Sardegna nascosta.

E poi ovviamente vi sono le spiagge, tutte da visitare e da amare. Fra le più belle per fondali e costa sicuramente l’infinita spiaggia di Costa Rei che raggiunge l’incantevole Punta di Santa Giusta, paradiso naturale dove rifugiarsi.

Muravera: centro storico


Ospiti della piccola e frizzante Costa Rei per quest’estate? Lentamente scoprirete che non è solo mare spettacolare e divertimento notturno, ma i dintorni hanno molto da offrire a chi ama girare, esplorare, scoprire. E la scoperta del centro storico di Muravera non potrà che allietare la vostra vacanza, regalandogli quel pizzico di fascino e suggestione in più che farà la differenza. Munitevi di macchina fotografica e partite verso il centro muraverese. Non esiste un orario ideale per visitarlo, vero è che con il tramonto il cielo e i vicoli antichi si tingono di un fascino sopraffino impossibile da dimenticare.

San Nicola di Bari prima di tutto vi darà il benvenuto. E’ un edificio religioso in squisito stile tardo gotico, costruito nell’ormai lontano XVI secolo. L’unica navata da bella mostra di se immediatamente, abbracciata dalle cappelle laterali con soffitto ricamato di volte nervate e a crociera. Tratterranno a lungo la vostra attenzione che verrà poi rapita dall’altare maggiore datato 1767, dagli sfarzosi arredi e da due preziosi retabli barocchi. Esiste anche una gustosa leggenda che racconta del crocifisso della chiesa: questo sarebbe stato donato da un cittadino rapito durante le incursioni saracene e successivamente liberato. La fattura è pregevole e la sua datazione si aggira intorno agli esordi del 1600.

L’ex palazzo comunale dista pochi passi dalla chiesa. Di recente è stato oggetto di una pesante ristrutturazione che ne ha alterato l’aspetto, cosa che invece non si può dire del Portico Petretto che si scopre un poco a sorpresa, vagando con il naso per aria fra i caratteristici vicoli cittadini.

Venne costruito sul finire dell’ottocento e si presenta come arco attraversato al suo interno da un piccolo corridoio balconato che congiungeva due ricche case cittadine.

In via Roma, centralissima, si potrà invece ammirare la bella casa della Famiglia Zedda che ingloba al suo interno una fascinosa cisterna romana che gode ancora oggi di ottimo stato probabilmente perché utilizzata sino alla fine del settecento per raccogliere, conservare e distribuire le abbondanti acque piovane.

Il Cannonau

Il Cannonau è un vino tipicamente sardo. Il vitigno dal quale nasce è a bacca nera, ed è conosciuto e diffuso in tutta la Sardegna, rappresentante e simbolo dell’isola, all’estero. Secondo alcuni ricercatori il vitigno sarebbe di origine iberica, e il Cannonau ( noto pure con il nome di Canonau, Cannonadu, Cannonao) sarebbe un vitigno di importazione, e corrisponderebbe allo spagnolo Alicante. Ricerche moderne e più approfondite, preferiscono ritenere che la vite in questione sia endemica sarda, visto che alcuni vinaccioli antichi di tremila e duecento anni, sono stati di recente ritrovati in diverse parti dell’isola. Ciò ci fa ritenere che che il Cannonau sia  il più antico vitigno del Mediterraneo. Il Cannonau DOC di Sardegna può essere rosato, ma più spesso rosso rubino, con riflessi granata ed è ottenuto con al minimo, il 90% di uve di cannonau. Deve invecchiare almeno un anno in botti di rovere o castagno. Il luogo di produzione tipico in Sardegna è l’Ogliastra, dove possiamo incontrare gli Antichi Poderi, la cantina sociale di Jerzu (Nu) azienda oramai fortemente modernizzata, impiantata negli anni cinquanta del novecento. Il cannonanu Doc dell’azienda è il Josto Miglior, che prende il nome da uno dei fondatori, il quale si impegnò fortemente per far conoscere il nettare rosso anche fuori dalla terra sarda. Ancora in Ogliastra, a Cardeddu (Nu) opera l’azienda di Alberto Loi, società tradizionale che opera nel settore da tre generazioni. Un accenno è dovuto ai due Cannonau migliori prodotti in azienda. Il Cannonau Doc di Sardegna Riserva noto con il nome di Cardeddo e l’Alberto Loi, vinificati in silos d’acciaio e fatti pazientemente invecchiare in botti di rovere di slovenia. Ottimo il Nepente di Oliena, fiore all’occhiello della cantina sociale di Oliena (Nu) fondata anch’essa nel 1950. Da non dimenticare il Costera, vino Cannonau Doc, prodotto nelle cantine Argiolas in Serdiana, mentre parleremo di Cannonau di Sardegna di Capo Ferrato quando le uve proverranno da Muravera, San Vito, Villaputzu o Villasimius Il vino è ottimo per accompagnare arrosti, da servire ad una temperatura di 16-18°, il profumo risulta gradevole, caratteristico e secco e il tenore alcolico si aggira intorno ai 13°. Inconfondibile insomma. Da provare almeno una volta, cosi come lo stesso D’Annunzio si sentì di consigliare..” Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas..”

Claudia Zedda.

Costa Rei Sagre

Durante la stagione primaverile ed estiva Costa Rei, meta prediletta per una grande quantità di turisti locali e non si tinge di festa, e al divertimento tradizionale si sommano processioni religiose che festeggiano i santi patroni locali.

Fra le più ambite feste alle quali si fa la fila per partecipare la Sagra degli Agrumi di Muravera, distante pochi chilometri dal caratteristico borgo turistico che è Costa Rei. La sagra è intitolata appunto agli agrumi, frutto tipico della produzione locale, avvantaggiata da un clima e un terreno particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione.

L’istituzione della sagra, relativamente recente, ha dato modo ai produttori di pubblicizzare una specialità locale davvero prelibata e tipica e far conoscere le tradizioni gastronomiche e tradizionali del territorio del Sarrabus e  non solamente.

La Sagra degli agrumi, durante la quale si festeggiano non solamente le arance, ma anche limoni, pompelmi, clementine e mandarini è inserita  in un ampio circuito di feste tradizionali e sagre locali pubblicizzato dalla Regione Sardegna, ad attestarne l’importanza che in pochi decenni è stata capace di assumere.  Durante la festa si coglie l’occasione inoltre per rispolverare le antiche tradizioni agricole e pastorali che rivivono per una giornata intera a bordo di carri creati ad hoc. Ciascuno dei carri ripropone uno scorcio di vita tradizionale grazie all’interpretazione realistica dei partecipanti e le ricostruzioni particolarmente fedeli. Questi carri, trainati da buoi imbellettati per l’occasione prendono il nome di etnotraccas.

Fra musiche e danze sfilano gruppi folkloristici in costume tipico provenienti da ogni parte del mondo, e i visitatori oltre che rifarsi gli occhi visti i colori sgargianti della festa, potranno degustare i tipici prodotti locali. Insomma una gioia per la vista un allegra occasione per il palato.

Durante l’ultima settimana di Luglio si avrà la possibilità di rivivere l’assedio e la cacciata degli invasori provenienti dal mare grazie alla ricostruzione storica organizzata in prossimità della Torre dei 10 Cavalli.

Altro appuntamento da non perdere è quello del Carnevale Etnico  Estivo della Sardegna che viene normalmente organizzato durante la prima settimana di Agosto. Le più importanti maschere della tradizione isolana sfileranno anticipando di qualche mese il Carnevale per dare modo ai turisti estivi di conoscere la varietà delle maschere isolane.

Infine il 28 di Agosto viene organizzata una caratteristica festa popolare durante la quale al suono di launeddas si potranno ammirare compagnie locali che si cimenteranno nei balli tradizionali sardi.

Alcune Spiagge Consigliate

La spiaggia di Costa Rei

La spiaggia di Costa Rei fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile percorrendo la litoranea per Villasimius, proseguedo per Cala Sinzias, San Pietro, Sant,Elmo. Arrivati a Sant'Elmo proseguite per altri 4 Km, troverete la lunga spiaggia di Costa Rei alla vostra destra. La spiaggia si estende per circa 8, 10 Km, davanti alle case, ed è facilmente raggingibile percorrendo le strade che, dalla principale Via Ichnusa, portano al mare. La spiaggia di Costa per il 90% è libera, per il restante 10% è servita da alcuni chioschi che offrono piccole oasi di ristoro e che affittano lettini e ombrelloni.

La spiaggia di Capo Ferrato

La spiaggia di Capo Ferrato fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la via Ichnusa in direzione Rei Marina. Uscite dal paese e proseguite sino al bivio, troverete il cartello che indica la spiaggia, quindi svoltate a destra e proseguite per circa 3 Km. Troverete davanti a voi una bellissima, nonchè curatissima, pineta attrezzata per pic-nic.

La spiaggia di Cala Pira

La spiaggia di Cala Pira fa parte del comune di Villasimius, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la strada litoranea per Villasimius. Arrivati a Sant'Elmo, proseguite per San Pietro, Calasinzias. Dopo 4 Km, sulla vostra sinistra scorgerete le case per le vacanze alle spalle di Cala Pira. Alla vostra sinistra, guardando il mare scorgerete un piccolo promontorio sulla quale sorge una torre spagnola. Prestate attenzione ad un grosso masso di granito posto sul bordo della strada in cui è scritto Cala Pira, oltrepassatelo e seguite la strada bianca sino alla spiaggia, paradisiaco tratto di mare della costa sud orientale della Sardegna. In spiaggia, vicino alla torre spagnola, c'è un chiosco che offre vari servizi di buon livello.

La spiaggia di Cala Sinzias

Si percorre la litoranea in direzione Villasimius. Seguite le indicazioni per il Camping Garden Cala Sinzias, superatelo e alla vostra sinistra, dopo circa 500 metri, avrete accesso alla spiaggia. Acqua trasparente e cristallina spiaggia di sabbia bianca, questa baia, che gode della vista del parco marino di Serpentara, ha alle sue spalle una bella pineta, dove è possibile adatta ai pic-nic e al riparo dal sole durante le ore più calde del pomeriggio. In spiaggia ci sono 3 chioschi che offrono, con simpatia e professionalità, servizi di ristoro, nonchè l'affitto di lettini e ombrelloni.

La spiaggia di San Giovanni di Muravera

La spiaggia di San Giovanni fa parte del comune di Muravera, in provincia di Cagliari ed è raggiungibile da Costa Rei percorrendo la strada in direzione San Priamo. Superatelo e, tenedo la destra, raccordatevi con la S.S. 125. Dopo 6 Km sulla destra scorgerete il cartello che vi indica la strada che vi porterà direttamente in spiaggia. Alle spalle della spiaggia di San Giovanni, grandi eucaliptus garantiscono un ottimo ombreggio per una pausa pomeridiana. Presenti inoltre attrezzature pubbliche per pic-nic. Sulla spiaggia invece sono presenti un ristorante e un punto attrezzato con lettini e ombrelloni (a pagamento).

Lo scoglio di Peppino, Costa Rei

Di fronte al villaggio turistico di Santa Giusta, la spiaggia di Costa Rei, si estende per circa 8/10 Km. Facilmente raggiungibile a piedi, il grande scoglio granitico è, per la sua felice posizione e la bellezza del mare, probabilmente il posto più bello della costa. Nella spiaggia si affittano gommoni, windsurf, canoe, pedalò, ombrelloni e lettini. E' presente inoltre un chiosco per la ristorazione veloce.

La spiaggia di Porto Pirastu

Uscite dal centro abitato di Costa Rei e seguite le indicazioni per Capo Ferrato. Giunti alla SP 97, svoltate a destra verso Capo Ferrato, andate oltre il Camping Porto Pirastu e 200 metri dopo troverete delle piccole strade sterrate che portano direttamente alla spiaggia. Il punto-spiaggia più vicino è davanti al camping Porto Pirastu, dove potrete affittare ombrelloni e lettini, nonchè avere un servizio di piccola ristorazione.
 

I monumenti di Muravera

 

Non poche le bellezze architettoniche che nei secoli si sono trovate a convogliare nella zona di Muravera, e che noi ancora oggi abbiamo la possibilità di visitare. Ciò che sorprende a prima vista, leggendo i documenti redatti dalla dominazione pisana, è la presenza allora di ben 13 chiese. Appare chiaro che il pochissimo che era d’avanzo in quella economia di sussistenza, era investito, volenti o nolenti, nella costruzione di chiese. Ciò a denotare l’alto grado di cristianizzazione del territorio. Oggi abbiamo ancora la possibilità di visitare ben 5 di queste antiche chiese. Due di queste sono site nel centro abitato e nello specifico San Nicola di Bari e Santa Lucia, mentre le altre tre rurali sono dedicate a San Giovanni Battista, a Santa Maria e a Sant’Antioco. Di notevole interesse inoltre le torri costiere, costruite fra il XIV e il XVIII secolo con lo scopo di difendere le coste di Muravera e non solamente dalle incursioni dei pirati, che possiamo immaginari feroci, sanguinolente e improvvise. Interessante ricordare che queste strutture erano tutte comunicanti fra loro attraverso segnali di fumo la mattina e tramite il fuoco la notte, cosi come doveva essere un tempo per i nuraghe. Sarà possibile ripercorrere questo stralcio di storia rivisitando le torri che ancora danno bella mostra di se nel territorio di Muravera, quali la Torre dei Dieci Cavalli, la Torre Salinas e la Torre di Monti Ferru. Da non dimenticare il Portico Petretto e Sa Domu de is Candelajus, tipica abitazione in stile sarrabese, appartenuta alla famiglia Pilia e risalente al 1790 circa. La dimora versa ancora in ottimo stato, e ancora oggi a visitarla si avrà la possibilità di conoscere la famiglia che la abitò, i propri usi e consuetudini. Il Portico Pretetto è costruzione del XVII secolo, monumento di pietra sovrastato da un arco, ai lati del quale si aprivano altri 4 piccoli archi. Si racconta sia stato costruito dalla famiglia Petretto e doveva avere in origine la funzione di collegare le due case della famiglia, che si trovavano ai lati opposti della strada. Utilissimo nelle giornate di pioggia, abbondanti nella zona. Oggi esiste solo una delle case che il portico poneva in comunicazione.

Claudia Zedda

Terra e Mare. (Muravera)

Il territorio di Muravera è perfetta commistione fra montagna e mare. Situata a 64 Km da Cagliari, nel centro del Sarrabus, ne è centro principale. Nasce su di una vallata a carattere alluvionale, alle spalle dei colli che non superano i 500 mt, i quali degradando armoniosamente si affacciano sui mari color del cristallo, che rubano impunemente le tinte più preziose al cielo. Di notevole fascino i complessi lagunari che impreziosiscono la zona. Ricordiamo li stagni di Feraxi, Colostrai, Salinas e San Giovanni. Il fiume più importante che solca questa storica terra è il Flumendosa, un tempo noto come Soeprus. Il territorio rimase a lungo isolato viste le scarseggianti vie di comunicazione, ed è probabile che proprio per questa ragione si presenti ancora incontaminato e piacevolmente selvaggio. Si nascondono copiosi, fra gli anfratti boschivi, cinghiali, cervi e 

aquile reali, e la flora in primavera è esplosione di colori. Affascinante e da visitare è la foresta di Baccu Arrodas, che custodisce quasi come si trattasse di segreto, l'omonima miniera dalla quale un tempo si estraeva l'antimonio e l'argento. I km di costa che abbracciano Muravera, sono ben 69. Dalle spiagge di Muravera si giungerà a quelle di Torre Salinas, a quelle di Feraxi e di Capo Ferrato, per raggiungere infine l'incantevole Costa rei. Le tinte che predominano sono l'accecante candore della sabbia che riflette la luminosità del sole, e il cobalto acceso di un mare mozzafiato. A seguire la lista delle spiagge che fanno da cornice al territorio di Muravera:

  • Spiaggia di San Giovanni
  • Spiaggia di Torre Salinas
  • Spiaggia di Colostrai
  • Spiaggia di Feraxi
  • Spiaggia di Portu de s'Illixi e di Cala sa Figu
  • Capo Ferrato
  • Spiaggia di Porto Pirastu
  • Spiaggia di sa Iba de ziu Franciscu
  • Spiaggia di Costa Rei
  • Lo scoglio di Peppino.

Claudia Zedda

Immagine di Hari Seldon

Archeologia. (Muravera)

Il territorio è ricco di residui archeologici, spesso collocati in luoghi impervi da raggiungere, che ci informano di un epoca precedente addirittura a quella nuragica. Si tratta di strutture nascoste oramai dalle vegetazione, ma pur sempre solide e stabili, scavate nella pietra o composte dalla stessa. Le prime strutture delle quali intendiamo parlare sono certamente le Domus de Janas. I sardi le intesero come le piccole dimore delle fate che abitavano i luoghi distanti dai villaggi. Ecco che il folklore isolano pensa alle Janas il più delle volte, come ad esseri di ridotta dimensione, creature divine o demoniache. Il carattere morale normalmente implica la bellezza o la bruttezza delle creature misteriose, bellissime quando buone, orripilanti quando crudeli. In verità le domus sarebbero delle strutture funerarie costituite tra il IV e il III millennio a.C. da popolazioni che sopraggiunsero in Sardegna attraversando i mari, pacifiche, probabilmente votate ad un culto del sole, del toro e della luna (culti diffusi in tutto il mediterraneo), che pare abbiano trasmesso agli antichi sardi.

Di notevole interesse archeologico inoltre risultano essere i menhirs, o pedras fittas, come più comunemente vengono nominati in Sardegna. Si tratterebbe di pietre megalitiche, infisse nel terreno. Ne esistono di completamente lisce, che riprendono chiaramente un simbolismo fallico, altre invece riporterebbero il segno della fertilità femminile, le mammelle, andando a rappresentare la divinità femminile, la Dea Madre. Costruiti immaginiamo intorno al 3300-2500 a.C, vennero adorati a lungo, tanto che ancora Gregorio Magno nel 594 d.C. scriveva ad Ospitone, che egli, unico fra i sardi a non adorare più pietre, avrebbe dovuto aiutarlo nella pesante opera di cristianizzazione.

La zona inoltre è ricca di nuraghes, che vennero costruiti in Sardegna tra il 1800 a.C. fin al VI secolo a.C. Resti dell’età punica sono visibili nell’unico esemplare rimasto rappresentato dalla Fortezza di “Baccu di Monte Nai” risalente al V sec. A.C. L’opera di colonizzazione da parte dei romani, avvenuta nel Isecolo a.C, è presente nei resti di vari villaggi.

Da Visitare:

  • Domus de Janas di Monte Nai
  • Complesso megalitico “Cuili Piras”
  • Complesso megalitico di “Piscina Rei”
  • Complesso megalitico “Nuraghe Scalas”
  • Complesso megalitico “Baracca Su Entu”
  • Nuraghe Murtas
  • Nuraghe “S’Acqua Seccis”
  • Nuraghe “Ponzianu”
  • Nuraghe Sa Spadula
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu
  • Tomba “Arcu Ziu Marinu

Claudia Zedda

Muravera. La storia

 

Il territorio che oggi appartiene a Muravera, cosi come ci testimoniano i ritrovamenti archeologici del complesso megalitico di Piscina Rei e il Nuraghe Scalas, è stato abitato fin dal 5000 a.C. Da principio fu oggetto di insediamento da parte di Fenici e Punici e divenne solo poi dominio di Roma. Alla caduta dell’impero, Muravera entra a far parte del più meridionale dei giudicati, quello di Kalari, e divenne parte integrante della curadoria di Sarrabus, le cui attività caratterizzanti erano certamente l’agricoltura, la pastorizia, e i prodotti che si ricavavano dalla perenne sfida dei mari. Ville che facevano parte della curadoria in questione erano certamente Murahera, Petrera, Carruti e Sorrui. Petrera, così nominata a causa della presenza abbondante di pietre, costituisce ancora un rione della moderna Muravera, non distante da Santa Lucia. Villa Carruti, non distante da Petrera, era la villa maggiormente popolata rispetto a quelle prese in considerazione. E villa Sorrui, situata dove oggi si trova la Torre dei dieci Cavalli, comprendeva le chiese di San Giovanni, san Giorgio, Santa Maria e Santa Marta. Delle ultime due oggi conserviamo solamente il ricordo. Seppure molto popoloso, venne abbandonato tra il XIV e XV secolo. Murahera si trovava vicino alle chiese di Sant’Anna e San Nicola. E il toponimo dovrebbe risalire al “Mura” sardo, che letteralmente significa albero e frutto del moro gelso e “Vera”, coltivata o commestibile. Triste è stato il destino di questa terra perennemente oggetto di feroci attacchi da parte dei pirati. In alcune circostanze fu possibile per gli abitanti respingerli, molto più spesso questo non fu possibile. Questo dovette incentivare nel 1600 la costruzione di diverse torri che ebbero come scopo quello di proteggere le coste. Ricordiamo la Torre delle Saline, la torre dei Dieci Cavalli, e la Torre di Capoferrato. Nel XIII secolo Muravera passa ai Visconti, giudici di Gallura, diventerà dominio pisano e nel XV secolo verrà conquistata dagli aragonesi che imposero il disastroso regime feudale. Sarà feudo dei Carroz, famiglia fortemente interessata alla conquista della Sardegna, signori di Quirra. Ma famiglia d’importanza in Muravera fu anche quella dei Cappai, conti di Villasalto. La storia di Muravera conoscerà cambiamento degli di nota solo nel 1839 quando anche sull’isola il feudalesimo verrà abolito. I territori del Sarrabus diverranno proprietà del comune, e la famiglia che conquistò un discreto potere fu allora quella dei Sulis.

Claudia Zedda

Immagine di 8#X

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