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Feste e Sagre

 

 

SAGRA DEGLI AGRUMI * - Muravera (Cagliari)
trae le sue origini agli inizi degli anni sessanta per volontà degli agrumicoltori
La Sagra degli Agrumi nasce nel 1961 da una brillante idea dell’allora presidente della Pro-Loco Sig. Luciano CACCIABUE e, subito raccolta dagli agrumicoltori del Sarrabus, punta alla valorizzazione della principale risorsa del luogo, appunto gli agrumi, che nella vasta pianura alluvionale del flumendosa trovano un ambiente particolarmente favorevole, dando un prodotto che per caratteristiche organolettiche e per il gusto non trova eguali in Sardegna.
Alla manifestazione negli anni si è affiancata una mostra mercato dei migliori prodotti locali.
La domenica una grande sfilata per la via principale del paese dove i numerosi gruppi folcloristici provenienti da tutta la Sardegna deliziano gli spettatori con canti e balli, mettendo in mostra splendidi abiti d'epoca e preziosi gioielli antichi. I gruppi sono intervallati da ETNOTRACCAS , carri museo meticolosamente curati, riproducenti prevalentemente ambienti della vita agropastorale del passato. Numerosi anche i cavalieri con i loro destrieri addobati a festa.
Tutto questo incorniciato dalle vetrine dei negozi e dai balconi delle case opportunamente addobbati a festa con tappeti ed arazzi.
Nella serata i gruppi suddetti si esibiscono ancora con balli folcloristici al suono delle Launeddas, strumento a fiato di epoca antichissima, composto da tre canne, che in questo territorio ha le sue origini.
In conclusione la Sagra apre ufficialmente la stagione turistica, presentando uno spaccato della vita com’era nel passato anche non troppo lontano dimostrando che un popolo può rinnovarsi pur nel rispetto delle sue tradizioni.

25 Giugno
patrono del Comune di Castiadas, la festa ha luogo nella borgata di Olia speciosa e dura ¾ giorni, la manifestazione comprende spettacoli folcloristici, giochi, tradizioni popolari, messa e processione con cavalli e carri in onore del Santo, a termine fuochi d'artificio e spettacoli musicali;
15 Agosto "Festa dell'Assunta Vergine",
ha luogo nella borgata di San Pietro e dura circa 3/4 giorni, con la suggestiva messa e processione lungo la via del mare, accompagnata da carri addobbati, cavalli e gruppi folcloristici del Sarrabus, per finire la suggestiva processione della Santa con l'accompagnamento dei fedeli su imbarcazioni lungo le spiagge di Cala Sinzias, Cala Marina e Monte Turno
La manifestazione comprende spettacoli folcloristici, giochi, tradizioni popolari, a termine della processione, fuochi d'artificio e spettacoli musicali
FESTA DI SANT’AGOSTINO
Muravera Fine Agosto
Sicuramente la manifestazione religiosa più importante per i muraveresi della durata di 4 o 5 giorni dove oltre a numerose serate musicali di vario genere (Liscio, Folklore, Rock o Melodica), si svolgono manifestazioni sportive, rassegne culturali, e mostre di prodotti dell’artigianato locale.
FESTIVAL DEL FOLKLORE INTERNAZIONALE
Muravera mese di Luglio
La manifestazione propone 4 o 5 gruppi folk provenienti da tutto il mondo che si alternano con i gruppi folkloristici locali in canti e balli tradizionali nella Piazza Europa.
Lo spettacolo inizia con una messa solenne, alla quale partecipano i gruppi folk invitati, con esibizione del coro polifonico locale, prosegue poi nelle vie del paese con una grande sfilata, molto colorata accompagnata dalla banda Musicale di Muravera in un susseguirsi di suoni e danze delle varie etnie.
LA MADONNA DEL MARE
FESTA RELIGIOSA
Processione a mare con partenza da portocorallo
 
ESTATE MURAVERESE
Luglio e Agosto
Numerose manifestazioni di ogni genere Mostre di Artigianato e di prodotti locali con degustazione gratuita, Rassegne e convegni storico culturali e Musicali.
Dal mese di Giugno a Settembre tutti i giorni, si crea un' isola pedonale, è possibile durante le
passeggiate osservare le vetrine gli spettacoli di giocolieri, musicisti ecc.. ed acquistare i souvenir.
LE STRADE DEL GRANO
Esemplificativo dell'importanza data al pane è una delle formule di saluto usata in Sardegna: Saludi e trigu, che significa "Salute e grano".
«Finché sono stata signorina, mi è toccato di fare il pane in casa. Questo voleva nostra madre, e questo bisognava fare: non per economia, [...], ma per tradizione domestica: e le tradizioni domestiche erano, in casa nostra, religione e legge. Dura legge, quella di doversi alzare prima dell'alba, quando il sonno giovanile ci tiene stretti stretti nelle sue braccia di velluto e non vuole assolutamente abbandonarci! [...] Ma passato il primo momento la faccenda prendeva il suo ritmo quasi di festa. Bisogna poi dire che questa faccenda non era di tutti i giorni né di tutte le settimane, perché il pane biscotto che ha il nome caratteristico ma appropriato di "carta di musica" dura interi mesi senza guastarsi, specialmente d'inverno [...]». GRAZIA DELEDDA
sagra del vino e dell'uva
- Fine agosto sagra del vino e dell'uva, ha luogo nella borgata di Olia Speciosa con la collaborazione della cantina sociale e con il patrocinio del Comune di Castiadas, la manifestazione comprende spettacoli folcloristici, degustazione dei vini della cantina
 
LA SAGRA DEGLI AGRUMI

 

Famosa in tutta l’isola per la bontà dei suoi agrumi, fiore all’occhiello del Sarrabus, Muravera dedica a questi frutti una bella sagra che ha meritato l’inserimento tra “I Grandi Eventi della Sardegna”. La prima edizione fu organizzata nel febbraio del 1961 su iniziativa della Pro Loco Muraverese in collaborazione con il Comune. Allora fu chiamata Fiera Folkloristica dell’Agrume e ideata con lo scopo principale di valorizzare una realtà viva nel Sarrabus rappresentata dalla coltivazione degli agrumi che, per caratteristiche climatiche e territoriali rappresentava il top nell’Isola. Divenuto oggi un appuntamento imperdibile che integra il patrimonio naturalistico delle coste con la cultura e le risorse dell’entroterra, questo avvenimento mette puntualmente alla prova il sistema turistico e di accoglienza segnando di fatto l’inizio della stagione turistica nel territorio.

Centro della manifestazione è la Sfilata alla quale partecipano alternandosi i gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna che mostrano attraverso i loro variopinti e antichi costumi la millenaria storia dei vari paesi sardi, una nutrita schiera di Cavalieri e le famose etnotraccas. Queste ultime ricostruendo scene di vita agropastorale e domestica, costituiscono una delle attrazioni principali forse la più importante in quanto, attraverso ricostruzioni fedeli, riportano al presente autentici spaccati di vita quotidiana che contribuiscono alla conservazione della memoria collettiva del Sarrabus. Ma il vero protagonista della festa è l’agrume che può essere non solo acquistato ma anche gustato nelle varie ricette locali. E’ proprio in questo ambito che trova il suo spazio la tradizione gastronomica locale: a far da cornice alla Sagra vi è infatti la manifestazione collaterale della Sagra dei Portali che permette di percorrere un vero e proprio itinerario del gusto ricco di pietanze semplici e gustose non solo a base di agrumi. Al pomeriggio fino a sera inoltrata la festa propone i balli tipici del popolo sardo

 

 

 

Giugno - Settembre: Estate Muraverese

 

Dal mese di giugno fino alla prima metà di settembre, Muravera ogni sera anima la sua estate con appuntamenti diversi che spaziano dalle iniziative culturali, agli spettacoli teatrali e itineranti, alle Mostre d’Artigianato e di prodotti locali con degustazione gratuita, alle Rassegne Musicali, offrendo una varietà di avvenimenti che soddisfano le esigenze di grandi e piccoli e che accompagnano lo shopping lungo l’isola pedonale che si svolge nelle strade centrali del paese fino a tarda notte.

 

 

 

Nodas - Festival del Folklore Internazionale

 

Dedicato alla musica e alla danza tradizionale, il festival si svolge nella centrale Piazza Europa, dove quattro o cinque gruppi folk provenienti da tutto il mondo, si alternano con quelli locali esibendosi in canti e balli tradizionali. Questa manifestazione folkloristica permette ai visitatori di avvicinarsi non solo alle antiche tradizioni del Sarrabus ma a quelle di tutto il mondo.

 

 

OHI SU MORU!

 

In prossimità della marina di San Giovanni ogni anno, l’ultima domenica di luglio ai piedi della storica Torre dei Dieci Cavalli La Forgia, attraverso la compagnia di teatro etnico “I Guitti” di Muravera, mette in scena la rappresentazione teatrale “Ohi su moru!”.

Questo era il grido d’allarme all’approssimarsi delle navi dei pirati barbareschi che secoli fa terrorizzavano le popolazioni delle coste sarde. Così l’eco di questo grido si diramava da una torre costiera all’altra attraverso suoni di corno, segnali di fumo o di fuoco, a seconda che fosse giorno o notte. Tutta la popolazione accorreva e si metteva in guardia, pronta a difendere con tutte le forze la propria terra, arida e difficile da lavorare, ma amata e troppe volte invasa dallo straniero. Gli attori fanno un salto nel passato e, immedesimandosi completamente, mettono in scena uno dei tanti attacchi dei pirati, mostrando al contempo la vita delle popolazioni sarrabesi dell’epoca. E’ un evento da non perdere non solo per l’originalità degli scenari che si presentano e che vedono la Torre riassumere tutto il vigore di un tempo, ma anche perché offre la possibilità di conoscere un pò della nostra storia.

 

 

MASKARAS: IL CARNEVALE ETNICO DELLA SARDEGNA

 

Ogni estate Muravera, agli inizi di Agosto offre, non solo al turista ma a tutta la popolazione locale, uno spettacolo unico attraverso la manifestazione “Maskaras”. Questo è un carnevale molto diverso e meno ridanciano che ha come centro delle maschere tragiche, maschere cupe che muovendosi con passo cadenzato, al suono greve ed inquietante dei campanacci si esibiscono, in una lunga sfilata che ripercorre tutta la via principale del paese, nelle loro danze rituali, evocando i riti propiziatori legati alla vita dei campi. Nel bel mezzo della manifestazione ci si dimentica spesso di essere solo spettatori, poiché le numerose maschere coinvolgono, nei loro riti ancestrali, le persone che affascinate si fanno travolgere.I diversi gruppi provengono soprattutto dal Nord della Sardegna e sono:

I Mamuthones e Issohadores provenienti da Mamoiada che caracollano lenti al ritmo di una danza ubriacante, sacra e malinconica, rivolta a scacciare gli spiriti maligni da persone e armenti, incedono fra la gente che li adora tanto da voler essere uno di loro; le maschere cupe producono nel silenzio un unico e intenso strepito di campanacci in un rito inebriante di misteriosità.

I Boes e Merdules di Ottana procedono in un disordinato e tumultuoso corteo, una fune li lega inesorabile, uomo e bestia uniti dal giogo della vita. Tra le varie figure la più temuta e misteriosa è “Sa Filonzana” rappresentante la Parca greca della morte.

Altrettanto affascinanti sfilano i Sos Thurpos (“i ciechi”, “gli storpi”), originari di Orotelli. Portano l’abito di velluto, i gambali di cuoio e cupi pastrani d’orbace un tempo usati dal pastore nel periodo invernale. Seminatori con volto celato mettono in scena la lotta contro i proprietari dei pascoli, rappresentata attraverso il capovolgimento dei ruoli tra contadino e bue.

Nei Sos Tamburinos di Gavoi si può rivivere invece la festa attesa da sempre: balli al suono de su pipiolu (flauto arcaico in canna) in un’incessante melodia.

Maschere in sughero uniche e misteriose sono Su Bundu di Orani che, in un animato corteo mettono in scena il rito della semina con tutte le credenze e superstizioni dell’ambiente contadino della Barbagia.

Non si può non sentire dentro la danza dei Mamutzones e Urzu di Samugheo che, con i loro campanacci, suonano inesorabili il ritmo della passione e della morte per ingraziarsi la natura affinché i raccolti siano abbondanti.

S’Urthu di Fonni le cui antiche origini risalgono alla fine dell’800, mima invece nelle sue rappresentazioni la processione, il rogo, il processo subito dal personaggio “su Ceomo”, fantoccio che simboleggia il carnevale condannato all’impiccagione e arso al rogo, responsabile di tutte le malefatte compiute dai membri della comunità nell’anno precedente.

S’Urtzu di Ula Tirso, vittima del carnevale, è infine una maschera tragica mezzo uomo e mezzo animale, rappresentazione concreta e ideale del dio Dionisio, figura temuta ma che allo stesso tempo ha il potere di allontanare le maledizioni e la siccità, propiziando la fertilità.

 

 

LA FESTA DI SANT’AGOSTINO

La devozione per Sant’Agostino ancora oggi molto sentita tra la popolazione muraverese, viene celebrata in una grande festa che dura cinque giorni e che vede alternarsi i riti religiosi a quelli civili in un programma che offre al visitatore differenti alternative culturali e di intrattenimento. Fra i riti religiosi spicca, la processione che conduce il simulacro del Santo per le vie del Paese trasportato su un antico cocchio trainato da buoi ornati a festa. Ad accompagnarlo, oltre ai fedeli, il gruppo folkloristico che nel suo costume esalta l’antichità e la tradizione della festa, e la Banda Musicale che fa strada al Santo rendendo più solenne la cerimonia religiosa. Tutti i rioni coinvolti dal passaggio della processione, preparano le strade a festa, addobbandole con piante e cospargendole di petali di fiori e foglie di piante aromatiche quali la menta e il basilico; le finestre e i balconi vengono addobbati dagli antichi pezzi di corredo e negli angoli delle strade i vicinati allestiscono piccole cappelle. La processione si conclude con la Santa Messa celebrata ormai da diversi anni nel piazzale della Chiesa Parrocchiale a causa della numerosa folla di fedeli che puntualmente si recano ad onorare il Santo. Suggestivi anche i riti civili, tra i quali restano immancabili le gare di cantori dialettali, l’affascinante musica delle launeddas e i tipici balli appartenenti alla tradizione sarda. Si affiancano al folklore le manifestazioni sportive, le rassegne culturali e le mostre di prodotti dell’artigianato locale. Immancabile ed affascinante lo spettacolo pirotecnico.

 

 


LE FESTE CAMPESTRI

 
In passato erano molto sentite le feste che si celebravano nelle diverse chiese campestri presenti nel territorio, caratteristiche per folklore e manifestazione religiosa. Dalla parrocchia locale si conduceva il santo alla chiesetta campestre, nella sera della vigilia; se la chiesa era vicina si conduceva il simulacro del santo a spalla, se invece la chiesetta era lontana si conduceva in cocchio, su un carro trainato dai buoi. Il giorno seguente si svolgevano i festeggiamenti, con riti religiosi al mattino, balli al pomeriggio fino al rientro del santo in sede, seguito dai fedeli e preceduto dal suonatore di launeddas. Fra le diverse feste campestri, presenti nel territorio, quasi tutte hanno resistito nel tempo: Sant’Antioco, San Priamo, Santa Maria e presto verrà ripristinata anche l’antica festa campestre in onore di San Giovanni Battista presso la sua omonima chiesa.

 

La Festa di Sant’Antioco

 

Nei quindici giorni seguenti la Pasqua, Muravera ripercorre ogni anno i riti religiosi in onore di Sant’Antioco. I festeggiamenti in onore del Santo si sono svolti sino al 1990 circa quando la costruzione divenne pericolante. La festa ha subito così un’interruzione fino al 2002, anno in cui è terminato il restauro della chiesa che l’ha resa nuovamente agibile. I riti religiosi si svolgono in questo modo: la domenica pomeriggio i fedeli conducono il simulacro del Santo in una solenne processione religiosa dalla Chiesa di San Nicola alla chiesetta campestre; lì il Santo trascorre la notte fino al lunedì sera quando lo stesso gruppo di fedeli lo riconduce alla chiesa parrocchiale di Muravera. Un tempo la festa in onore di Sant’Antioco era più sentita, la domenica sera un sortito gruppo di bancarelle animava la festa e i fedeli trascorrevano il pomeriggio tra canti e balli al suono di launeddas. Ora i riti civili non esistono più.

 

La Festa di Santa Maria

 

Nel mese di settembre, nella località un tempo chiamata Carruti presso la quale sorge ancora oggi la chiesetta di Santa Maria, pastori, pescatori e contadini, giungevano dal paese per offrire tutta la loro devozione alla Madonna. In questa località si celebrava una solenne festa in occasione della quale il simulacro di Santa Maria veniva portato da Muravera su un cocchio trainato dai buoi, seguito in processione dalla gente a piedi e dai cavalieri. Scopo principale di questi pellegrinaggi era la natura religiosa, e spesso, le motivazioni di questa profonda devozione celavano non solo i voti di singole persone, ma anche di intere comunità che invocavano la cessazione di carestie, pestilenze e inondazioni. Si offrivano alla Santa i prodotti ricavati dal duro lavoro e altri venivano messi a disposizione della comunità per l’organizzazione di una grande festa incentrata su un pranzo conviviale che si svolgeva nei campi adiacenti la chiesetta stessa. Terminato il pranzo seguivano i festeggiamenti accompagnati dall’immancabile suono delle launeddas che facevano da supporto e cornice a balli e canti, dando vita ad una fantastica giornata di festa. I festeggiamenti si sono svolti sino al 1963, dopo questa data la tradizione è stata ripristinata il 9 settembre 2001, in seguito al restauro della chiesa campestre, ma di quella che un tempo era l’antica festa è rimasto solo l’aspetto religioso.

 

La Festa di San Giovanni del 1922

 

La devozione per San Giovanni Battista a Muravera risale al 1300 circa ed è testimoniata non solo dalla presenza dell’omonima chiesa campestre ma anche dalla cappella che nella parrocchiale di San Nicola di Bari fu dedicata a tale santo. Utilizzata fino al XVI secolo la chiesetta fu abbandonata in seguito alle incursioni barbaresche ma dall’archivio della Chiesa Parrocchiale ci perviene una curiosa notizia storica risalente al 1922 e riguardante la Festa di San Giovanni: “La vigilia della festa – che cade il 24 giugno dell’anno 1922 – il simulacro di San Giovanni Battista, adagiato su di un cocchio tirato da buoi – partiva dopo 80 anni di riposo, alla volta della sua chiesa – accompagnato dalla confraternita del Rosario – delle società religiose – e da tutto il popolo muraverese. Colà giunti il Parroco rev. Emilio Secci, munito di facoltà, benedisse la nuova chiesetta, ed il giorno dopo ne celebrava la festa – con numeroso intervento di popolo. Dall’ora in poi tutti gli anni, il 24 giugno si va in pellegrinaggio con il santo e vi si celebra la messa cantata. La riedificazione di essa non fu per devozione del santo; ma un semplice pretesto per fare una scampagnata e per divertirsi coi balli alla sera; giacchè la mattina alla S. Messa non intervennero più di quindici persone compreso il parroco, il sacrista, il cantore e il suonatore di launeddas!”

La festa in onore di San Giovanni non viene più celebrata da oltre 70 anni ma ora grazie al recente restauro si potrà farla rivivere nelle sue tradizioni religiose e civili.


 
 
 
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