a Muravera
Muravera: un po’ di storia
Per chiunque visiti la bella Costarei, è d’obbligo avere qualche nozione della storia muraverese, dato che a conoscerne il passato sarà più semplice apprezzarne il presente ed immaginarne il futuro. E’ probabile che un tempo Muravera si affacciasse direttamente sul mare, e quasi certamente a causa delle costanti aggressioni provenienti dal mare si sia ritirata indietro rispetto alla costa di almeno un chilometro di campagna verdeggiante e profumata, che ospita meravigliosi orti coltivati ad agrumi.
Fu probabilmente il fiume Saeprus, oggi conosciuto come Rio Picocca a dare il nome alla regione al centro della quale sorge l’incantevole e profumata Muravera, il Sarrabus. Non mancano però le teorie alternative che vedono nascosto fra le trame della parola Sarrabus l’antico “is arabus”, gli antichi e feroci invasori.
Ovviamente chiunque sia interessato a risalire la storia muraverese potrà visitare i numerosi residui archeologici che costellano i suoi dintorni, e parlano di un passato mai del tutto dimenticato. Il circondario muraverese è infatti ricco di Domus de Janas, le più note case delle fate, o di menhir che localmente venivano detti più comunemente pedras fittas, pietre infisse nel terreno che congiungevano terra e cielo verso il quale ancora oggi guardano. E poi ovviamente come dimenticare i nuraghes. Ve ne sono diversi in zona, molti dei quali in parte franati ma ricchi ancora del fascino e della suggestione che in un passato lontano dovevano regalare. Se ne possono visitare di meravigliosi in località Monte Nai, dove a tutt’oggi resta traccia dell’antico passaggio punico.
Muravera da visitare
Natura, cultura, archeologia, gastronomia e tradizione si incontrano tutte nel cuore di Muravera, mostrandosi fiere e sognanti ai visitatori che ogni anno la scoprono.
E’ un ecosistema equilibrato quello che vive nel territorio muraverse, che offre al visitatore paesaggi e panorami vari, suggestivi, inaspettati e selvaggi, tutti da fotografare.
Il tour potrebbe partire dalla visita dello stagno di Feraxi e Colostrai, aree naturalistiche silenziose e ricche di una fauna e di una flora che ha vi ha trovato rifugio perenne e che ben si legano con i preziosi stagni di San Giovanni e Salinas risorsa economica non da poco. Gli stagni, attraversati da piccoli sentieri attraversabili, sono letteralmente presi d’assedio dagli amanti del birdwatching, delle passeggiate in mountain bike o di quelle più rilassanti a piedi.
Abbandonata con una certa amarezza la prima tappa dell’itinerario si potrebbe puntare diritti verso Piscina Rei, con i suoi imponenti menhir immersi in quei paesaggi atavici e misteriosi, dove è l’archeologia a farla da padrone. Da non perdere anche il complesso megalitico di Cuili Piras e nuraghe Scalas una sorpresa per gli occhi dei visitatori alla scoperta di una Sardegna nascosta.
E poi ovviamente vi sono le spiagge, tutte da visitare e da amare. Fra le più belle per fondali e costa sicuramente l’infinita spiaggia di Costa Rei che raggiunge l’incantevole Punta di Santa Giusta, paradiso naturale dove rifugiarsi.
Muravera: centro storico
Ospiti della piccola e frizzante Costa Rei per quest’estate? Lentamente scoprirete che non è solo mare spettacolare e divertimento notturno, ma i dintorni hanno molto da offrire a chi ama girare, esplorare, scoprire. E la scoperta del centro storico di Muravera non potrà che allietare la vostra vacanza, regalandogli quel pizzico di fascino e suggestione in più che farà la differenza. Munitevi di macchina fotografica e partite verso il centro muraverese. Non esiste un orario ideale per visitarlo, vero è che con il tramonto il cielo e i vicoli antichi si tingono di un fascino sopraffino impossibile da dimenticare.
San Nicola di Bari prima di tutto vi darà il benvenuto. E’ un edificio religioso in squisito stile tardo gotico, costruito nell’ormai lontano XVI secolo. L’unica navata da bella mostra di se immediatamente, abbracciata dalle cappelle laterali con soffitto ricamato di volte nervate e a crociera. Tratterranno a lungo la vostra attenzione che verrà poi rapita dall’altare maggiore datato 1767, dagli sfarzosi arredi e da due preziosi retabli barocchi. Esiste anche una gustosa leggenda che racconta del crocifisso della chiesa: questo sarebbe stato donato da un cittadino rapito durante le incursioni saracene e successivamente liberato. La fattura è pregevole e la sua datazione si aggira intorno agli esordi del 1600.
L’ex palazzo comunale dista pochi passi dalla chiesa. Di recente è stato oggetto di una pesante ristrutturazione che ne ha alterato l’aspetto, cosa che invece non si può dire del Portico Petretto che si scopre un poco a sorpresa, vagando con il naso per aria fra i caratteristici vicoli cittadini.
Venne costruito sul finire dell’ottocento e si presenta come arco attraversato al suo interno da un piccolo corridoio balconato che congiungeva due ricche case cittadine.
In via Roma, centralissima, si potrà invece ammirare la bella casa della Famiglia Zedda che ingloba al suo interno una fascinosa cisterna romana che gode ancora oggi di ottimo stato probabilmente perché utilizzata sino alla fine del settecento per raccogliere, conservare e distribuire le abbondanti acque piovane.
Il fascino antico della Torre dei 10 cavalli
Dista davvero poco dal centro abitato di Costa rei la sorprendente ed antica Torre dei 10 cavalli, ottima idea per un’escursione lunga mezza giornata. E’ uno dei più suggestivi frammenti della storia muraverese e di recente, grazie ad accurati restauri, ha riscoperto splendore e vitalità.
Sono d’obbligo alcune brevi nozioni storiche: la torre è stata costruita durante il XVI secolo, e la sua funzione principale fu quella difensiva. Gli attacchi provenienti dal mare dovevano essere allora particolarmente frequenti e pericolosi per la popolazione, che organizzò un efficiente sistema d’avvistamento e di difesa. Sembra che la torre fosse abbracciata anche da mura difensive di cui non si ha traccia, ma che nessuno dubita un tempo abbiano difeso la cittadina.
Occasione durante la quale visitare la misteriosa torre è certamente quella estiva di “Ohi su Moru!”
che si tiene l’ultima domenica di luglio, ogni anno. Durante la rappresentazione teatrale che ha valore di precisa ricostruzione storica, si ripete l’antica e coraggiosa cacciata degli aggressori che provenivano dal mare ad opera dei coraggiosissimi abitanti di Muravera.
In quell’occasione torre, attori e spettatori si immergono in un passato antico, vigoroso e forte, tutto da vivere ed assaporare che regala un’idea suggestiva di quel che doveva essere la bella Muravera di ieri.
Scoprendo Costa Rei
Meta ideale di vacanza estiva, Costa Rei da ottima risposta sia al turista giovane, spensierato con la voglia di divertirsi e di trascorrere settimane di pura allegria, sia alle coppie in cerca della vacanza più romantica che si possa immaginare, sia alle famiglie che sognano spiaggia, mare, relax e benessere.
E’ un cuore pulsante che si sveglia presto dal letargo invernale, e già in primavera attende turisti provenienti da ogni angolo del mondo, che ogni anno ripropongono la vacanza sulla costa meridionale della Sardegna. Scoprire Costa Rey sarà un’avventura, sia che si sia optato per una vacanza primaverile, sia che la si visiti durante la piena stagione estiva.
Non tutti sanno che Costa Rei è frazione marittima della più grande Muravera, dato che ad abitarla sembra completo ed equilibrato microcosmo. Al turista non mancherà alcun servizio dato che a portata di piede si potranno trovare numerosi supermercati, incantevoli e romantici ristorantini, divertenti locali notturni, sfiziosi bar, infinita quantità di negozietti nei quali acquistare souvenir di ogni genere e tipo, bancomat, banche e benzinai.
Anche le spiagge sono tutta una sorpresa e per scoprirle ci si dovrà impegnare e non fermarsi al primo incantevole angolo di paradiso scoperto. Pensate che vi sono circa 25 km di coste tutte da assaporare, le une più belle delle altre; dunque non resta che munirsi di macchina fotografica ed asciugamano e partire all’avventura.
Fra le isole più incantevoli da visitare in escursione guidata invece impossibile dimenticare l’attraente isola di Serpentara, solitaria e malinconica, ma pure tremendamente suggestiva e l’isola dei Cavoli con il romantico faro che la rende unica nel suo genere.
Terra e Mare. (Muravera)
Il territorio di Muravera è perfetta commistione fra montagna e mare. Situata a 64 Km da Cagliari, nel centro del Sarrabus, ne è centro principale. Nasce su di una vallata a carattere alluvionale, alle spalle dei colli che non superano i 500 mt, i quali degradando armoniosamente si affacciano sui mari color del cristallo, che rubano impunemente le tinte più preziose al cielo. Di notevole fascino i complessi lagunari che impreziosiscono la zona. Ricordiamo li stagni di Feraxi, Colostrai, Salinas e San Giovanni. Il fiume più importante che solca questa storica terra è il Flumendosa, un tempo noto come Soeprus. Il territorio rimase a lungo isolato viste le scarseggianti vie di comunicazione, ed è probabile che proprio per questa ragione si presenti ancora incontaminato e piacevolmente selvaggio. Si nascondono copiosi, fra gli anfratti boschivi, cinghiali, cervi e
aquile reali, e la flora in primavera è esplosione di colori. Affascinante e da visitare è la foresta di Baccu Arrodas, che custodisce quasi come si trattasse di segreto, l'omonima miniera dalla quale un tempo si estraeva l'antimonio e l'argento. I km di costa che abbracciano Muravera, sono ben 69. Dalle spiagge di Muravera si giungerà a quelle di Torre Salinas, a quelle di Feraxi e di Capo Ferrato, per raggiungere infine l'incantevole Costa rei. Le tinte che predominano sono l'accecante candore della sabbia che riflette la luminosità del sole, e il cobalto acceso di un mare mozzafiato. A seguire la lista delle spiagge che fanno da cornice al territorio di Muravera:
- Spiaggia di San Giovanni
- Spiaggia di Torre Salinas
- Spiaggia di Colostrai
- Spiaggia di Feraxi
- Spiaggia di Portu de s'Illixi e di Cala sa Figu
- Capo Ferrato
- Spiaggia di Porto Pirastu
- Spiaggia di sa Iba de ziu Franciscu
- Spiaggia di Costa Rei
- Lo scoglio di Peppino.
Claudia Zedda
Immagine di Hari Seldon
Muravera. La storia
Il territorio che oggi appartiene a Muravera, cosi come ci testimoniano i ritrovamenti archeologici del complesso megalitico di Piscina Rei e il Nuraghe Scalas, è stato abitato fin dal 5000 a.C. Da principio fu oggetto di insediamento da parte di Fenici e Punici e divenne solo poi dominio di Roma. Alla caduta dell’impero, Muravera entra a far parte del più meridionale dei giudicati, quello di Kalari, e divenne parte integrante della curadoria di Sarrabus, le cui attività caratterizzanti erano certamente l’agricoltura, la pastorizia, e i prodotti che si ricavavano dalla perenne sfida dei mari. Ville che facevano parte della curadoria in questione erano certamente Murahera, Petrera, Carruti e Sorrui. Petrera, così nominata a causa della presenza abbondante di pietre, costituisce ancora un rione della moderna Muravera, non distante da Santa Lucia. Villa Carruti, non distante da Petrera, era la villa maggiormente popolata rispetto a quelle prese in considerazione. E villa Sorrui, situata dove oggi si trova la Torre dei dieci Cavalli, comprendeva le chiese di San Giovanni, san Giorgio, Santa Maria e Santa Marta. Delle ultime due oggi conserviamo solamente il ricordo. Seppure molto popoloso, venne abbandonato tra il XIV e XV secolo. Murahera si trovava vicino alle chiese di Sant’Anna e San Nicola. E il toponimo dovrebbe risalire al “Mura” sardo, che letteralmente significa albero e frutto del moro gelso e “Vera”, coltivata o commestibile. Triste è stato il destino di questa terra perennemente oggetto di feroci attacchi da parte dei pirati. In alcune circostanze fu possibile per gli abitanti respingerli, molto più spesso questo non fu possibile. Questo dovette incentivare nel 1600 la costruzione di diverse torri che ebbero come scopo quello di proteggere le coste. Ricordiamo la Torre delle Saline, la torre dei Dieci Cavalli, e la Torre di Capoferrato. Nel XIII secolo Muravera passa ai Visconti, giudici di Gallura, diventerà dominio pisano e nel XV secolo verrà conquistata dagli aragonesi che imposero il disastroso regime feudale. Sarà feudo dei Carroz, famiglia fortemente interessata alla conquista della Sardegna, signori di Quirra. Ma famiglia d’importanza in Muravera fu anche quella dei Cappai, conti di Villasalto. La storia di Muravera conoscerà cambiamento degli di nota solo nel 1839 quando anche sull’isola il feudalesimo verrà abolito. I territori del Sarrabus diverranno proprietà del comune, e la famiglia che conquistò un discreto potere fu allora quella dei Sulis.
Claudia Zedda
Immagine di 8#X
Maskaras
E’ sul finire di Agosto che a Muravera viene offerta una fra le esibizioni folkloriche di maggiore rilievo, che trasporta non solo il turista, ma anche gli abitanti della città e delle cittadine limitrofe ad un’ancestrale epoca, fatta di riti propiziatori, e di danze rituali. Se vi trovate in Costa Rei non potete assolutamente mancare all’appuntamento. Le tragicomiche maschere, simbolo di antichissime tradizioni della quali, anche i sardi hanno perduto il significato, non vi lasceranno interpretare il ruolo di semplici spettatori, ma vi renderanno d’improvviso protagonisti. I gruppi folklorici che si impegnano nella sfilata, vengono da ogni parte della Sardegna, e vi assicuro che una volta viste le maschere danzanti, non potrete
più dimenticarle. Avrete modo di osservare i Mamuthones e Issohadores, provenienti da Mamoiada, accompagnati nel loro sfilare dal rumore di campanacci e soka. Non mancheranno i Boes e Merdules, famosissime maschere di Ottana, che avanzeranno con il loro sfilare disordinato accompagnati da sa Filonzana, una rappresentazione sarda di una delle tre parche. Abbiate rispetto per questa figura, si racconta che il filo che mantenga in mano corrisponda alla vita di ognuno di noi.. non vorremo farla arrabbiare no? Ancora sos Thurpos, maschere di Orotelli, nelle vesti ricordano quelle antiche dei pastori di un tempo. Sarà presente S’Urthu di Fonni il quale mima la processione di su Ceomo, fantoccio che rappresenta il carnevale, condannato all’impiccagione e al rogo in quanto artefice di ogni malefatta compiuta dai compaesani all’interno dell’anno precedente, e per finire S’Urtzu di Ula Tirso, rappresentazione ideale del dio Dioniso, divinità temuta ed amata in quanto capace di allontanare la
siccità e garantire fertilità dei terreni. E le sorprese non mancheranno, perché sarebbe stato ingiusto da parte mia, svelarvi tutti i segreti che la sfilata di fine agosto custodisce. Da vedere. Perchè le parole delle volte non bastano.
Claudia Zedda
Sagra degli agrumi
Pur non essendo una festa di lunga tradizione, pare essere fortemente sentita dagli abitanti di Muravera e dei paesi limitrofi, come Costa Rei, territori nei quali, per condizioni climatiche e ambientali gli agrumi hanno trovato un terreno particolarmente favorevole. Gli agrumi della zona per qualità e gusto, non hanno eguali. La festa nasce nel 1961 per una brillante idea dell’allora presidente della pro loco. L’idea venne immediatamente accolta positivamente dagli agricoltori della zona, tanto che oggi alla sagra si associa un interessante mostra mercato, nei quali i prodotti tipici del territorio vengono posti in vendita e fatti conoscere ai turisti e non solamente. Nel 2008 la sagra si è svolta tra il 4, 5 e 6 di Aprile. I visitatori hanno avuto modo di osservare affascinanti sfilate di donne e uomini vestiti con abito tradizionale, agghindati con i
caratteristici gioielli sardi, i quali attraversano la via principale del paese, calcata anche da carri, noti con il nome di etnotraccas, che ripropongono temi della vita agricola-pastorale sarda, il tutto accompagnato da piacevoli spettacoli folkloristici, propri di diverse e variegate parti della Sardegna. Un incantevole suono di launeddas, strumento musicale a fiato che proprio in questi territori ha conosciuto la sua origine, da un tocco di mistero alla sagra tutta. Da visitare assolutamente.
Claudia Zedda
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